No al lockdown, alle 23 commercianti in piazza: seconda ondata di protesta

Scritto da , 24 Ottobre 2020
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di Erika Noschese

Saracinesche abbassate, ieri sera, a pochi minuti dalle 23. I commercianti salernitani hanno chiuso le loro attività commerciali ma non per rispettare l’ordinanza regionale ma per indire una seconda protesta, in piazza Amendola. Muniti di megafono, un gruppo di commercianti si è riunito nuovamente a pochi passi da Palazzo di Città per esprimere il loro dissenso verso la nuova ordinanza del presidente di Palazzo Santa Lucia. Disordini e caos, nel primo giorno di coprifuoco, in tutta la provincia di Salerno: manifestazioni, infatti, si sono tenute anche a Cava de’ Tirreni e nell’agro nocerino sarnese. Sempre nella serata di ieri, a pochi minuti dallo scoccre delle 23, inoltre, non sono mancati episodi di assembramento dinanzi ai bar. Nello specifico, infatti, la polizia è dovuta intervenire dinanzi un noto bar di Torrione dove molti giovani affollavano i tavolini e marciapiedi dinanzi il locale. Situazione simile anche a Pastena: presi d’assalto dai giovani sono state soprattutto piazza Caduti Civili di Brescia e Via Trento dove molti ragazzi pur rispettando il distanziamento sociale e le norme anti contagio hanno trascorso qualche ora di spensieratezza, forse preoccupati anche dall’annuncio del presidente della Regione Campania che ha chiesto al governo un lockdown regionale per provare a riabbassare la curva dei contagi, proprio ieri quando la Campania ha superato un nuovo record con oltre 2200 contagi. Verso le 22.45 di ieri, a soli un quarto d’ora dal coprifuoco imposto dalla Regione Campania nei pressi del Duomo un gruppo di ragazzi era comodamente seduto al tavolino mentre in piazza Largo Abate Conforti la situazione non era delle migliori, con gruppi di ragazzi che si sono riuniti. Molte attività ristorative hanno chiuso verso le 23 ma le strade erano comunque popolate. I cittadini si sono riuniti in piazza per esprimere il loro dissenso contro l’ipotesi di un nuovo lockdown che andrebbe a mettere in crisi ulteriormente le famiglie, ormai abbandonate dallo Stato, come più volte hanno ribadito. La mobilitazione si è poi spostata fino ad arrivare in piazza Portanova e lungo i vicolidel centro storico. Ore di caos e disordini anche nell’agro nocerino sarnese e, in particolare a Scafati dove i cittadini si sono riuniti per dire no ad una nuova chiusura che metterebbe definitivamente in crisi la Campania, tra le regioni con il più alto indice di lavoro nero. Cittadini in piazza anche ad Eboli dove i residenti hanno gridato a gran voce “no al lockdown”, dopo l’annuncio del governatore De Luca. La situazione da nord a sud della provincia di Salerno non sembra essere rassicurante: i cittadini, ormai esasperati, hanno scelto la strada della protesta per chiedere al governatore di fare un passo indietro.

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