Napoli e De Luca ora sono sotto il tiro di comitati e operai

Scritto da , 29 Luglio 2016
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di Brigida Vicinanza

“Pace fatta” tra operai delle Fonderie Pisano e Comitati, o almeno per quanto riguarda l’obiettivo da raggiungere. Il silenzio delle istituzioni accomuna infatti entrambi gli schieramenti e ieri mattina, durante la prima seduta di consiglio comunale, c’è stata la prova. Entrambi, sotto Palazzo di Città, per rimarcare ancora una volta le loro ragioni, per portare ai nuovi consiglieri comunali le loro motivazioni. Da una parte la tutela dell’ambiente e della vita, il “no” all’inquinamento che comunque è stato provato, dall’altra la tutela occupazionale e i posti di lavoro per 150 operai che sono stati messi da parte, dopo il sequestro dello stabilimento di via deI Greci. Operai, membri del Comitato e cittadini chiedono ora che venga discussa la tragica situazione in sede di Consiglio comunale o che almeno, venga mantenuta la promessa fatta durante la campagna elettorale delle scorse elezioni amministrative da parte di tanti dei candidati poi eletti in Consiglio. Gli operai supportati dalla Fiom e dalla Cgil ieri mattina hanno consegnato un comunicato con alcune delle loro ragioni: “Gli attori principali di questa vicenda, azienda in primis e Istituzioni, hanno scelto spesso di non esprimersi con la dovuta determinazione – si legge nella richiesta presentata dai sindacati per un consiglio monotematico- è calato un silenzio assordante”, poi continuano: “Non si può più andare a un rimpallo di responsabilità. Abbiamo chiesto alla proprietà chiarezza e decisione. Ne chiediamo altrettanto alle istituzioni, a partire dal Consiglio comunale di questa città su cui opera da decenni questo opificio che forse è l’ultimo rimasto e che contribuisce a mantenerla viva, per l’indotto e l’economia che ha prodotto e che può ancora determinare. Per le ragioni esposte quindi chiediamo al Consiglio comunale, di fissare un ordine del giorno che, a partire dalla vertenza Fonderie, ponga al centro di un dibattito cittadino la questione del lavoro nell’industria a Salerno e le possibili traiettorie di sviluppo che possono essere programmate e definite”. Un faccia quello di ieri mattina, per la prima volta “pacifico” dove Forte e i suoi hanno potuto dialogare con gli operai e viceversa. Ma la bufera sul nuovo consiglio comunale non si fa attendere. Durante la prima seduta infatti nessuno (o quasi) ha preso anche solo in considerazione l’argomento, ma soprattutto Enzo Napoli, che nella sua relazione iniziale, dove sottolinea gli interventi futuri su Salerno, non cita nemmeno una volta le Fonderie Pisano. “Il suo comporta ci indigna e ci rattrista – ha rimarcato Forte – dimostra che è arrivato da facente funzione e probabilmente lo è ancora”. Poi il presidente del Comitato prosegue: “Ignorare operai e comitati (compresi i cittadini) e le loro emergenze, che nascono anche a causa dell’indifferenza delle Istituzioni, ci ha fatto male. Questo consiglio ha dato dimostrazione di non rappresentare realmente la città ed è cambiato tutto per non cambiare nulla a quanto pare perché sono più di 20 anni che questa situazione è in ballo”. Poi non risparmia i consiglieri: “Ringraziamo Lambiase per la richiesta, e ricordiamo a Zitarosa che per 20 anni non si è mai occupato della vicenda e che oggi ha voluto superficialmente trattare che non è questione solo di inquinamento per il traffico. Intanto tutti gli altri consiglieri hanno taciuto, come ad esempio Santoro e la Mazzotti che durante la campagna elettorale ha puntato sull’ambiente e ora non ha parlato”. La delusione di Forte e dei suoi porta all’invettiva verso tutti i consiglieri: “Stanno buttando tutti giù la maschera e sono lì solo per il potere. E Davvero verdi? In che senso sono “Verdi”? Hanno dimenticato tutti la questione, ignorando anche il dramma di 150 operai e di cittadini”. Il malcontento che “accomuna” le parti quindi, la cui voce si spera possa arrivare fino in Consiglio comunale.

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