Musica è: VALENTINA VITIELLO

Scritto da , 22 Giugno 2020
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Il   termine   “musica”, per   definizione,   si   riferisce   a   un’  arte   fondata   su   valore,   funzionalità   e concatenazione dei suoni. Per me quest’enunciazione è molto riduttiva, perché la musica è molto più che una semplice forma d’arte, è emozione, sentimento, passione e addirittura, in alcuni momenti, ragione di vita. La musica permette di “staccarsi” dal mondo reale e di viaggiare in uno fantastico: riesce a far dimenticare momentaneamente i pensieri negativi che opprimono la quotidianità. La musica, però, non è solo un rifugio dalla vita di tutti i giorni, ma è anche un potentissimo mezzo di diffusione di cultura. Tramite essa,infatti,   è possibile conoscere nuovi termini, imparare lingue straniere e le loro pronunce corrette, diffondere messaggi positivi di pace e amore. La musica si trova ovunque: nella mente, nel cuore, nei ricordi, ma anche nel vento che muove le onde del mare, nella pioggia che cade sulla terra e nella voce di una persona a noi cara. Ha la capacità di trasportarci in un vortice di sentimenti ed emozioni. Molte sono state le canzoni che mi hanno accompagnato in questo periodo di quarantena, ma in particolar modo ne spiccano tre.  La prima è sicuramente quella che si addice di più al momento che abbiamo vissuto, “Six Feet Apart” di Alec Benjamin. L’autore qui rivela come ha vissuto questo periodo di clausura: solitudine, malinconia e tristezza hanno scandito le sue giornate. Ha sofferto molto la lontananza dai suoi cari e, infatti, nel brano immagina di poter costruire una macchina del tempo per tornare nel passato, in modo tale da passare la quarantena con loro. La frase che più mi ha colpita è indubbiamente “    I miss your smile, feels like miles, six feet apart”, ossia  “mi manca il tuo   sorriso,   sembrano  miglia,   sei   piedi   di   distanza  (circa   1.80  m)”. La   seconda   canzone   è “ Everything that isn’t me” di Lukas Graham. Il cantante parla della consapevolezza del dolore che ha causato ai suoi cari con le sue azioni passate ed è cosciente del fatto che avrebbe potuto essere un figlio, un fratello e persona migliore. Afferma di non rimpiangere il suo passato perché l’ha reso la persona che è oggi, ma vivrà sempre col peso di tutto ciò che non è stato in passato.  L’ultima canzone è “         Where is the love?”, un autentico grido contro le discriminazioni di ogni tipo, inno ormai delle rivolte scatenate dalla morte di George Floyd, colpevole di avere il colore della pelle sbagliato. Nel testo, la frase del titolo si ripete più e più volte, e si afferma che di mondo ne esiste solo uno e che, dunque, bisognerebbe smettere di pensare solo a se stessi, trasmettere cattivi valori ai bambini, le cui menti sono infette dalle informazioni sbagliate diffuse dai media e di propagare animosità invece di propagare amore. Ritengo, infine, che la musica sia uno dei canali più efficaci per far riacquistare cognizione alle persone e che dunque vadano incoraggiate le canzoni al fine di divulgare messaggi positivi.

Valentina Vitiello (studentessa)

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