Musica è: ANTONIO FLORIO

Scritto da , 22 Giugno 2020
image_pdfimage_print

In questo lockdown ho  sensibilmente avvertito “sentito” il silenzio della città. In questo stato la musica è divenuta la chiave per aprire la mente rendendola immune da sensi prefissati, da cui ogni slargo, ogni liberazione sarebbe divenuta possibile.In questa quarantena in cui ci siamo sentiti tutti dei ladri a mettere il naso velocemente fuori di casa, nonostante tutte le carte e i cartigli al seguito, si è ascoltato di tutto, ma ogni mattina, un po’ di marciabili hanno ben echeggiato per la casa. L’ immagine della banda che alberga nell’immaginario di noi tutti è quella della sfilata, nella sua più popolare e vera funzione, ravvivare e annunziare l’inizio di ogni festa. Le mie marce preferite sono “A tubo”, marcia sinfonica di Ernesto Abbate, tra le più complesse e amate e “Grido d’amore” di Vincenzo Alise, che potrebbe trasformarsi anche in un ballabile, all’occasione. L’invenzione ritmica, la  ricchezza e complessità dei parametri armonici e melodici, la visione profondamente emotiva, insieme classica e popolare de’ Le sacre du printemps di Igor Stravinsky nell’ interpretazione dello Czar della musica Valery Gergiev  è stato il giusto pezzo per rompere il silenzio irreale della notte del lockdown nella strettissima commistione di artificio e natura, mitologia e folklore, simmetria e asimmetria, pulsione vitale e istinto di morte, dinamicità e staticità. Da ragazzo dormivo con una audio cassetta di Stan Getz sotto il cuscino, il suo suono morbido e allo stesso tempo maschio, cui non nego d’ispirarmi, l’ho ritrovato nella splendida Recado Bossa Nova di Luiz Antonio, anche nella sapida versione di Gianni Basso e Irio De Paula,  una pagina che ti fa realmente saltare dalla sedia e ballare.

Antonio Florio sassofonista

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->