Muore di tumore, “no è eutanasia”

Scritto da , 24 gennaio 2018
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Pina Ferro

Aveva combattutto contro un tumore che lo aveva devastato. Dopo una lunga degenza in un ospedale toscano era rientrato a casa dove è spirato. I familiari stavano ancora organizzando il rito funebre quando sono stati informati che la Procura di Salerno aveva disposto il sequestro della salma del congiunto. Il capo di imputazione sarebbe quello di eutanasia. Una notizia che ha lasciato senza parole i familiari di M.G. che non erano a conoscenza del motivo di tale accusa. Solo successivamente sono stati infornati che il tutto nasceva da un esposto anonimo presentato alla magistratura in cui veniva denunciato che al paziente, un 38enne di Battipaglia già in fase terminale era stata praticata la cosiddetta “morte dolce”. Una accusa molto grave, così la Procura ha aperto un fascicolo è bloccato la salma; nel contempo ha iscritto nel registro degli indagati il medico dell’hospice (struttura che si occupa dei malati terminali e che pratica la terapia del dolore) e gli stessi familiari dell’uomo. Ieri pomeriggio nel- l’ospedale di Basttipaglia è stato effettuato l’esame necroscopico. Ad eseguire l’autopsia un medico legale proveniente da Napoli. Oltre al consulente della Procura erano presenti all’autopsia anche i medici Luigi Mastrangelo (nominato dalla famiglia del 38enne) e Giovanni Zotti (nominato dal medico dell’hospice). nel corse dell’esame sono stati pre- levati dei tessuti dagli organi su cui saranno effettuati gli esami istologici. Tutto ha avuto inizio alcuni giorni fa. M.G. ricoverato in un ospedale della Toscana viene dimesso in quanto ormai pare avesse circa 48 ore. I familiari nel soddisfare uno degli ultimi desideri del- l’uomo decidono di riportarlo a casa così, partono da Battipaglia con ambulanza a seguito e con il medico dell’hospice. Il 38enne affronta il lungo viaggio assistito dal camice bianco che prosegue la terapia del dolore che era stata prescritta dai colleghi della Toscana. Giunti a casa M.G. viene sistemato nel suo letto. Il medico era andato via da meno di un’ora quando viene richiamato dai familiari che comunicano il decesso del congiunto. Il medico torna presso l’abitazione dell’uomo per redigere il certificato di decesso. A quel punto i familiari tentano di organizzare il rito funebre ma la salma viene bloccata dall’esposto che nel frattempo è giunto in Procura

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