Morra dice no al taglio dei parlamentari

Scritto da , 7 Settembre 2020
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“Sarebbe stato auspicabile per una modifica costituzionale, come quella proposta dal quesito referendario del 20 e 21 Settembre, un lavoro di convergenza e di adesione di gran lunga più ampio rispetto a quanto sto percependo dal dibattito in essere. Noto invece, che si sta consumando l’ennesima occasione propizia per dividere l’elettorato in fazioni, in tifoserie, in Guelfi e Ghibellini’. Lo dichiara il sindaco di Pellezzano Francesco Morra in merito al referendum per il taglio dei parlamentari. Per il primo cittadino di Pellezzano, infatti, “sarebbe stato più auspicabile un clima di maggiore unità, non solo fra le forze politiche , nel “palazzo”; ma tra il palazzo stesso e la “piazza”.” Si rischia di degenerare una tematica così delicata in un regolamento di conti fra parti politiche, le cui finalità sono altre e diverse da quelle proposte dal referendum – ha aggiunto Morra – Sia chiaro, non mi sfugge il fatto che nel dibattito politico la concordia, la serenità, l’unità d’intenti costano fatica e non sempre sono, per citare Mao Tse Tung, “una rivoluzione di gala, un’opera letteraria, un disegno, un ricamo”. Per il primo cittadino, infatti, sarebbe stato necessario puntare ad una riforma costituzionale, inerente la rappresentanza parlamentare, a valle di un processo di riforme più vasto, che parta dalla legge elettorale, dai collegi e dai territori per poi essere ultimato e chiosato dalla riforma del numero dei parlamentari.”Il percorso inverso, invece, rischia di essere monco già in partenza, rischia un salto nel vuoto o un “capriccio” isolato di pochi, piuttosto che una vittoria di tanti – ha detto ancora Morra – In sintesi, sarei più interessato a sapere “chi” e “come” si vota, prima che “quanti” votare. I costi della politica, ci mancherebbe, sono una priorità nei confronti dell’elettorato. Tuttavia, anche su questo punto mi piacerebbe riflettere non solo su “quanto” si spende, ma su “come”. Trovo iniquo, per esempio, che ci sia una tale disparità fra un parlamentare e un amministratore comunale. Credo che il ruolo del secondo sia stato col tempo mortificato al cospetto, invece, di un costante aggravio di rischi, di lavoro, di scelte e responsabilità, senza alcuna copertura o paracadute”, ha aggiunto Morra che parla di occasione persa, ragion per cui voterà no al referendum

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