Moretti vieta la Pasqua nei santuari Ma sul Carmine scatta la disobbedienza

Scritto da , 30 marzo 2018
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Erika Noschese

Santuari e parrocchie chiuse in vista del triduo pasquale le cui celebrazioni dovranno tenersi esclusivamente in chiesa. E’ questo l’ultimo – se non per ordine cronologico – l’ultima disposizione del vescovo di Salerno, Monsignor Luigi Moretti ha dunque “ordinato” alle parrocchie e ai santuari del salernitano di non tenere alcuna celebrazione eucaristica in vista della Santa Pasqua perchè tutto deve tenersi nelle chiese ad esse collegate. Così, l’Arciconfraternita Madonna Santissima del Carmine, quest’anno, avrebbe dovuto rinunciare ai tradizionali Altari della reposizione, meglio conosciuti come Sepolcri pur rispettando tutte le altre funzioni del triduo pasquale e la parrocchia sarebbe rimasta ugualmente aperta per permettere ai fedeli di pregare in chiesa nella giornata del venerdì santo. Ma, a quanto pare, così non è stato: mentre ieri mattina, un fedele molto vicino al sacerdote aveva confermato l’indiscrezione, sostenendo che quest’anno non ci sarebbero stati i Sepolcri, nella serata di ieri la situazione era totalmente opposta, come si nota anche dalla foto. Situazione differente per quanto riguarda. invece, San Pietro in Vinculis in piazza Portanova. Infatti, mentre l’Arciconfraternita del Carmine è rimasta aperta già dalla giornata di ieri, la parrocchia di piazza Portanova è rimasta chiusa: nessuna preparazione in vista della Pasqua, nessun fedele intento a preghare. Ieri mattina, in parrocchia era presente solo una suora che ha spiegato che, circa 30 anni fa, la diocesi di Salerno preparò un documento per avvertire parrocchie e santuario delle nuove disposizioni in merito alle celebrazioni eucaristiche nei giorni delle feste quali Natale e Pasqua, per l’appunto. Dunque, parrocchie chiusa e fedeli tutti alla chiesa di Sant’Agostino che svolgerà le funzioni del triduo pasquale. Per la suora, non si tratta di “ordini” o di “disposizioni” ma di mantener fede ad un documento diffuso ormai da 30 anni, pur non essendo sempre rispettato. In città, i santuari sono quasi del tutto inesistenti, ad eccezione di quello della zona del Carmine mentre tante sono le parrocchie che dovranno chiudere le porte ai fedeli per seguire le celebrazioni unicamente nelle chiese. Intanto, tra i fedeli è scoppiata già la polemica tra favorevoli e contrari. Del resto, non è la prima volta che le decisioni del responsabile delle diocesi non vengono viste di buon occhio dai fedeli e, in qualche caso, anche dagli stessi sacerdoti. Non in questo caso, certo, perchè il diacono dell’Arciconfraternita del Carmine ha tenuto più volte sottolineato che non si tratta in alcun modo di ordini ma solo di rispetto di regole già esistenti che nulla tolgono alle parrocchie o ai santuari che hanno altri compiti rispetto alla chiesa. Ma, a quanto pare, così non è stato visto che i Sepolcri ci sono stati.

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