Monterisi, il Mons. della svolta

Scritto da , 30 marzo 2014
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Il tappeto rosso, i ragazzi del gruppo dei flauti, i vigili in alta uniforme e un grande striscione con scritto: “Benvenuto Cardinale Monterisi”. Così sono state accolte le tante autorità presenti per festeggiare il 50esimo anno di vita della scuola “Nicola Monterisi”, che ricorre in concomitanza del 70esimo anniversario della morte di Monsignor Nicola Monterisi. Una gran folla di persone ha applaudito, sulle note dell’inno d’Italia, l’arrivo del sindaco Vincenzo De Luca, dell’Arcivescovo di Salerno, monsignor Luigi Moretti e di Sua Eminenza, il Cardinale Francesco Monterisi, nipote di Sua Eminenza Nicola Monterisi, che la nostra città ricorda come “padre premuroso”. A fare gli onori di casa, il dirigente scolastico, Tina Carrozzo, che ha introdotto l’incontro, invitando a riflettere sull’importanza dell’intitolazione della scuola, collegata alla figura di un uomo che, nei terribili giorni dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, fu un esempio di estrema bontà. Uomo lungimirante, sostenitore della cultura e di una educazione aperta al mondo, attento alle molteplici problematiche legate all’istruzione. Un percorso, quello del 50esimo, iniziato già a giugno scorso e che, oggi, giunge alla penultima tappa, prima della conclusione in giugno con la rituale manifestazione “Monterisi è in fiera!”. Subito dopo, la preside del Consiglio di Istituto, Ivana Rombi, ha portato il suo saluto ricordando sia la madre che ha insegnato per venti anni alla Monterisi, sia il suo bel ricordo quale ex alunna. De Luca, nel suo intervento, ha ricordato che il vescovo Monterisi era un uomo libero, di grande dignità. Un uomo coraggioso che ha fatto tanto per Salerno in un momento in cui vi era la guerra, da ricordare con riconoscimento e rispetto. Moretti ha affermato che l’aver scelto di intitolare una scuola alla memoria del vescovo Monterisi, anziché una piazza o un parco, è da riferirsi al suo operato svolto sempre con fede, considerata come un dono, a cui occorreva affiancare, però, la formazione. Poi, Giovanni Gennatiempo e Gea D’Amato, studenti della scuola, hanno letto due brani sulla vita del vescovo Monterisi e sulle sue opere e Sara Santoro ha recitato una bella poesia che ha commosso non poco il Cardinale, tanto da definirla splendida. Ciro Romano, delegato regionale dei Cavalieri Di Malta ad honorem ha, infine, introdotto il saluto del cardinale Monterisi ricordando l’importanza del ruolo della scuola per i ragazzi. In chiusura, il Cardinale Monterisi ha parlato dei teneri ricordi che aveva dello zio, anche lui originario di Barletta. Un uomo che è stato sempre vicino ai ragazzi e che ha sempre detto loro che nella vita bisogna essere consapevoli e convinti delle proprie scelte. Questa consapevolezza, il vescovo Monterisi la dimostrò contro le leggi raziali ed i soprusi della seconda guerra mondiale. Poi, si è passati a scoprire il ritratto del Vescovo Monterisi, dipinto dall’artista Laura Bruno ed alla visita della Mostra di ricordi di tutti gli ex alunni, con una benedizione di Sua Eminenza, dalla finestra della presidenza, a genitori ed alunni che lo aspettavano nel cortile sottostante. Titti Giordano

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