Maurizio Santoro: “Un’aggiornamento del catasto va fatto. Ci sono immobili censiti in classe inferiore”

Scritto da , 11 Ottobre 2021
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di Monica De Santis

La riforma del catasto si sta presentando come una questione molto più spinosa di quello che si pensava. Non poche le polemiche nate intorno all’articolo 7 del testo di bozza della legge delega che delinea di fatto le novità in materia di catasto. “Al momento non vi è ancora nessuna certezza che questa riforma avverrà e soprattutto non vi è alcuna certezza che avverrà in queste modalità. E’ ancora tutto in fase di discussione- spiega il geometra e perito edile salernitano Maurizio Santoro – non sono ancora stati dati dei parametri certi in merito alla riforma. Al momento è stato solo spiegato che si vuole adeguare le rendite catastali secondo i valori di mercato delle varie zone”. Dunque la legge delega sulla riforma fiscale si limita a stabilire i principi che dovranno guidare la messa a punto dei decreti legislativi da parte del Governo e, per quanto concerne le rendite catastali, dovranno essere fissati dei paletti molto chiari. “Tanti anni fa si voleva creare delle micro zone. all’interno delle zone censuarie, per differenziare il valore degli immobili in maniera più equa, ma questo non è mai stato fatto. Ora vogliono adeguare queste rendite secondo i valori di mercato, però al momento non è ancora chiaro. Non sono chiari i parametri che si dovranno adottare in termini di tasse, di Imu, etc… Ciò che ci domandiamo è se con questa riforma verranno calcolati nuovi algorittimi, ma al momento come dicevo c’è ancora poca chiarezza”. Stando alla bozza della legge delega, l’operazione da adottare porterà ad un’“integrazione delle informazioni presenti nel catasto dei fabbricati in tutto il territorio nazionale”. A ciascun immobile verrà attribuita, accanto alla rendita determinata secondo la normativa vigente, anche il relativo valore patrimoniale e una rendita attualizzata parametrata ai valori di mercato; i valori patrimoniali saranno adeguati periodicamente, così come le rendite delle unità immobiliari urbane, seguendo le modifiche delle condizioni di mercato di riferimento; specifiche agevolazioni saranno previste per le unità immobiliari di interesse storico o artistico, per le quali la legge delega prevede specifiche riduzioni del valore patrimoniale medio ordinario, alla luce dei costi di manutenzione e conservazione più elevati e dei vincoli previsti in materia di utilizzo, restauro e destinazione d’uso. Insomma, come detto argomento davvero spinoso, tanto è vero che lunedì all’ordine dei geometri di Salerno si terrà un incontro proprio per parlare della riforma e cercare di avere delle delucidazioni in merito. “Certo un’aggiornamento delle rendite catastali va fatto,- spiega ancora il geometra Santoro – si pensi che esistono zone che hanno un valore di rendita inferiore a quello reale perchè censite in zone censuarie inferiori”. Questo avviene a Salerno ad esempio alla zona del Crescent, dove il valore delle rendite di quella zona è la metà rispetto ad appartamenti della stessa dimensione situati nella zona alta del Carmine. Perchè la zona del Crescent risulta zona censuaria 5, mentre la zona del Carmine risulta zona censuaria 2. “Con questa riforma si vuole mettere a disposizione dei comuni e dell’Agenzia delle Entrate strumenti che facilitino – conclude infine il geometra Santoro – l’individuazione e il corretto classamento di immobili non censiti o che non rispettano la reale consistenza di fatto, così come la destinazione d’uso o che sono stati accatastai in una categoria errata; terreni edificabili accatastati come agricoli; immobili abusivi. E questa è una cosa giusta. Va solo capito bene il sistema delle rendite catastali e soprattutto questi cambiamenti cosa comporteranno in termini economici ai contribuenti”.

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