Martucci, s’interessa anche la Curia che propone Palazzo Vitagliano

Scritto da , 17 Gennaio 2013
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Il loro prezzo lo hanno stabilito. Non lasceranno lo stabile di via Bottiglieri, occupato in maniera permanente dalla serata di domenica, per meno di 15 aule nelle quali poter svolgere attività didattica. Gli allievi del Conservatorio Giuseppe Martucci di Salerno vanno avanti per la propria strada in attesa di notizie e soluzioni che siano concrete e immediatamente applicabili. Una mano potrebbe essere data loro dalla Curia salernitana che, a quanto pare, sarebbe pronta a mettere a disposizione gli spazi necessari per consentire la prosecuzione delle lezioni del Conservatorio in maniera tranquilla. I locali individuati dalla Diocesi salernitana dovrebbero essere quelli di Palazzo Vitagliano, sede delle associazioni ecclesiali, in via Roberto Guarna. 
Invece, così come formulata, la proposta del Comune di Salerno non soddisfa per nulla i giovani musicisti. I due appartamenti (di 200 metriquadri complessivi per un totale di otto aule) presenti all’interno della palazzina adiacente al Conservatorio di via De’ Renzi dovranno sì essere sgomberati dai materiali presenti, ma soprattutto dovranno essere rimessi a nuovo. Ieri mattina, due tecnici comunali hanno ispezionato i due locali facendo l’inventario del materiale da portare via. Nel giro di una settimana gli appartamenti dovrebbero essere liberati per dare poi il via libera alle operazioni di ristrutturazione. Lavori che saranno a carico dell’amministrazione comunale ma che dovranno essere celeri: nell’arco di massimo un mese i locali dovranno essere pronti, altrimenti la proposta del Comune di Salerno non ha motivo di essere. I ragazzi sono speranzosi e comunque hanno accolto positivamente il rinnovato interesse dell’amministrazione comunale per la loro situazione, ma quello che pretendono sono risposte e soluzioni che pongano fine ai loro problemi. «Il Conservatorio è una istituzione importante e deve restare in città»- scrive il sindaco De Luca su Facebook. Con chiaro riferimento all’ipotesi Cava de’ Tirreni che, puntualmente, torna alla ribalta. Anche nella vallata metelliana si studiano possibili soluzioni, tra cui Villa Rende, ma anche qui il rischio è che i tempi per la fruibilità siano molto lunghi. Le trattative si susseguono a ritmo serrato. Intanto, i ragazzi stanno lì in attesa, facendo ciò che più amano: suonare. Con la sede del Conservatorio occupata le lezioni non si tengono, ma i ragazzi trascorrono comunque le loro ore con i loro amati strumenti tra le mani.

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