Marrandino e figlio, la Dda chiede il processo

Scritto da , 14 Giugno 2021
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Usura a Paestum e nell’intera Piana del Sele, i sostitituto procuratore Francesca Fittipaldi e Silvio Guarriello della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Salerno hanno chiesto il rinvio a giudizio per 84enni Giovanni Marrandino ex boss della Nco e per suo figlio, il trentanovenne Emmanuel Marandino. Chiesto il processo anche per le altre persone coinvolte nell’ indagini condotte dai finanzieri del Gico ritenuti solidali di Marrandino: Ada d’Agostino, consorte dell’ex boss della Nco, gli imprenditori Ciro Acciaio di Casoria, Giovanni Scorziello di Altavilla Silentina Nicola e Marianna Polito di Capaccio, tutti indagati a piede libero a vario titolo nel blitz culminato con il carcere per “zio Ninuccio” ritenuto il domus dell’attività usuraia che fruttava oltre 90.000 euro al mese d’interessi, e gli arresti domiciliari per Emmanuel Marrandino che avrebbe sostituito il padre anziano ed in precarie condizioni di salute nell’illecita attività: i due, secondo l’ipotesi accusatorie, si sarebbero anche affidati a persone di fiducia per procacciare clienti, riscuotere interessi del 20% mensile sui prestiti e ripulire il denaro versando assegni ottenuti a titolo di caparra ed a copertura dei debiti contratti. Sono in tutto 6 i capi di imputazione inerenti presunti episodi usurai avvenuti negli anni 2016/2017 e 2019 l’udienza preliminare è stata fissata per il 23 giugno prossimo dinanzi al giudice per le udienze preliminari Marilena Albarama del tribunale di Salerno.

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