Marino a confronto con De Maio

Scritto da , 5 gennaio 2018
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Pina Ferro

Per sei lunghi mesi al magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia Vincenzo Senatore e, ad altri magistrati ha raccontato di tutto: nomi, situazioni, episodi criminali di cui era a conoscenza e ai quali avrebbe partecipato. Trascorsi i sei mesi durante il quale ha reso fiumi di dichiarazioni, Carmine Marino ha sottoscritto il verbale di collaborazione con la giustizia e contestualmente ha aderito al programma di protezione che lo Stato riserva ai collaboratori di giustizia. Da poco più di un mese Nino Marino è in una località protetta. Anche i familiari del pentito hanno accettato il programma di protezione a loro riservato e, accompagnati dalle forze dell’ordine hanno lasciato la regione Campania. Anche per loro il luogo dove ora vivono resta top secret. In questa fase i magistrati della Direzione Investigativa Antimafia stanno mettendo a confronto le dichiarazioni rese dal neo collaboratore con quelle di Sabino De Maio, ex reggente del gruppo Pecoraro Renna che operava nella Piana del Sele, che ha deciso di cambiare vita da alcuni mesi. Sembra che i due abbiano fornito la propria versione dei fatti su numerosi episodi che li avrebbero visti protagonisti o di cui erano comunque a conoscenza. Al momento sono state depositate agli atti solo le dichiarazioni, di entrambi i collaboratori, che riguardano un processo su delle truffe assicurative consumatesi diversi anni fa tra la Piana del Sele e, i Picentini. Sono ancora molti gli interrogativi che attendono delle risposte. Risposte che dovrebbero arrivare dalle dichiarazioni che stanno rendendo i due collaboratori di giustizia. Sabino De Maio, fino ad oggi ha riferito di diversi episodi, e di alcune confidenze che gli sarebbero state fatte in carcere da alcuni detenuti (omicidio di Fratte). Alcune di queste rivelazioni sono state prontamente smentite dagli interessati. Ora bisognerà accertare se quanto affermato da De Maio, su determinati fatti, trova riscontro in quanto dichiarato da Marino sui medesimi fatti. Per anni Carmine Marino, secondo gli inquirenti, è stato a capo di un’associazione criminale che avrebbe gestito il malaffare, e soprattutto lo spaccio delle sostanze stupefacenti.

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