Maria Pia, l’autopsia “trasloca” a Catanzaro

Scritto da , 29 Luglio 2013
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Bisognerà attendere un paio di settimane prima di conoscere l’esito della autopsia sul corpo di Maria Pia Guariglia, la settantacinquenne fatta a pezzi dal figlio. Ieri il pm della Procura di Salerno, Maria Carmela Polito, titolare dell’inchiesta, ha conferito l’incarico al professor Pietrantonio Ricci, direttore dell’Unità Operativa di Medicina legale dell’azienda “Mater Domini” di Catanzaro e al medico legale Luigi Mastrangelo. Dopo un esame esterno che verrà effettuato nell’obitorio del “Ruggi d’Aragona” la salma verrà trasferita a Catanzaro per l’autopsia.
Un esame particolarmente come ha confermato il medico leale Mastrangelo. “Abbiamo dovuto far ricorso ad una struttura specializzata per poter essere certi di raggiungere un risultato che, affidandoci al normale procedimento, non avremmo potuto realizzare”. Un passaggio necessario visto che Salerno non dispone di un centro di medicina legale. “Avevamo due strade da percorrere o fare l’esame al centro specializzato di Bari o Catanzaro. Alla fine la scelta è ricaduta sul centro di medicina legale calabrese anche perché il professore Pierantonio Ricci ha anche avuto esperienza nel salernitano”. Una soluzione obbligata in considerazione del fatto che Salerno, che ha sempre rivendicato un ruolo di primo piano per la presenxza della Scuola Medica, non dispone di un centro ad hoc”. La complessità dell’esame, e i rilievi mossi dal dottor Mastrangelo, all’origine della decisione del pm Polito. La salma, una volta ricomposta o quasi, sarà trasportata a Catanzaro entro giovedì per poi iniziare i rilievi necessari. I risultati non saranno noti prima di un paio di settimane. “Ci sono diverse cose da verificare e non ci sono tempi certi. Potrebbero passare anche diverse settimane prima di avere i risultati finali e poter affermare con certezza se la signora Maria Pia è stata uccisa o meno”. Una volta effettuta l’autopsia il corpo sarà finalmente liberato e si potrà procedere alle esequie della donna che, pare , abbia pochissimi eredi. Al momento gli uomini della mobile, guidati dal vice questore aggiunto De Salvo, in queste ore, stanno cercando di reperire i congiunti della vittima. tra questi vi sarebbere un anziano professore ed un avvocato di Agropoli. Intanto, Lino Renzi resta rinchiuso nel reparto penitenziario dell’ospedale di Salerno controllato a vista dagli agenti penitenziari. Per quanto concerne il quarantacinquenne, accusato di vilipendio di cadavere (in attesa del responso dell’autopsia), si attende l’esito della perizia pschiatrica richiesta dal Pm Polito per valutare le condizioni dell’uomo e la necessità di nominare un tutore. Successivamente
verrà stabilità se trasferire Renzi dal reparto per detenuti del Ruggi d’Aragona ad un centro specializzato (Secondigliano ed Aversa le ipotesi più accreditate). Nel corso dell’interrogatorio di garanzia Renzi ha confermato di essere un soggetto pericoloso che ha poca aderenza con la realtà e scarsa attendibilità.

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