Maria Antonietta Aquino: “L’aumento dei contagi non può ricadere su commercio del territorio”

Scritto da , 2 Ottobre 2020
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In merito all’ultima ordinanza del Governatore Campano che prevede ulteriori limitazioni per le attività commerciali al fine di contenere la diffusione del Coronavirus è intervenuta la Confesercenti Vallo di Diano per voce della referente Maria Antonietta Aquino: “I commercianti, ha detto, non posso continuare a pagare colpe di altri così facendo molte attività sono destinate a chiudere. Come sottolineato dal Presidente Schiavo e ribadito dal Presidente Esposito della Confesercenti provinciale di Salerno, continua Aquino,anche io in qualità di rappresentante della Confesercenti nell’area Vallo di Diano voglio ribadire, che l’aumento dei casi di contagio da Coronavirus, non può avere ripercussioniesclusivamente sull’economia e sugli esercenti già purtroppo gravati dalle ripercussioni della pandemia in atto. L’ordinanza del Governatore De Luca, nata per contenere i focolai da Coronavirus, è estremamente preoccupante per le attività imprenditoriali. Da qui l’appello dell’Aquino: “Voglio invocare, quindi, all’auto responsabilità di ognuno di noi. Ormai dobbiamo cambiare gli stili di vita, dobbiamo adeguarci a questo nuovo modo di vivere. Seguendo scrupolosamente le norme, riusciremo a far riprendere anche la nostra economia”. Il Presidente di Confesercenti Campania, Schiavo aggiunge: “La limitazione posta alle 22 di vendita di bibite all’esterno di fatto obbliga molte attività, che campano solo con la vendita di prodotti in ore serali, anon aprire proprio. Il che significa zero introiti, zero economia, famiglie sul lastrico, dipendenti licenziati. Non potendo occupare con tavoli e sedie la strada o le piazze, visto che c’è da tutelare i residenti, c’è solo una soluzione, aumentare i controlli. “I commercianti campani sono moribondi e in terapia intensiva da mesi. Aspettano una cura ma stanno perdendo la speranza. L’aumento dei contagi – dice Schiavo – non è una loro colpa. Gli assembramenti scellerati sono un problema culturale, non delle imprese. Ad essere colpiti ulteriormente da questi provvedimenti sarebbero le aziende più piccole e deboli. Esistono modi e mezzi per individuare e punire chi non rispetta le regole anti-covid. Usiamoli”.

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