Marchesano: “La Campania vive un declino totale”

Scritto da , 3 Settembre 2020
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Una condizione economica, occupazionale e dei servizi ai cittadini disastrosa, che pone la Campania in fondo alla classifica delle regioni italiane. E’ questo il quadro che le forze politiche ed i candidati al Consiglio regionale affrontano in queste settimane di campagna elettorale. «La nostra regione vive un momento di declino totale – dice l’avvocato Vitantonio Marchesano, candidato al Consiglio Regionale nella lista Fratelli d’Italia a sostegno di Stefano Caldoro -. Gli indicatori economici ci dicono che la Campania è in continua recessione, che le occasioni occupazionali sono una chimera, che gli investimenti non ci sono o non si sanno utilizzare. I nostri giovani vanno via dalla loro terra, ogni giorno 100 nostri corregionali abbandonano la Campania, perché non intravedono un futuro possibile, mentre a livello regionale l’unica preoccupazione è l’occupazione del potere ed i favori al cerchio magico di De Luca, che noi salernitani conosciamo da tempo». Tanti i temi nell’agenda politica regionale, dalla sanità ai trasporti. «La sanità regionale è un disastro – spiega ancora l’avvocato Marchesano -, basterebbe rifarsi a quanto è accaduto durate l’emergenza epidemiologica, con tante risorse sperperate per strutture che non sono servite. Ma questo fa seguito ai tanti ospedali messi in ginocchio, al fumo negli occhi voluto in alcuni casi come per l’ospedale di Agropoli, all’individuazione dei centri Covid non secondo le vere esigenze, ma guardando ai territori ed agli amici vicini». Uno dei temi maggiormente sentiti dai cittadini riguarda i trasporti, specie nelle zone più lontane dalle aree metropolitane. «Il tema dei trasporti indica chiaramente il totale disinteressamento dell’amministrazione regionale per buona parte del territorio campano, soprattutto per le aree interne – sottolinea Marchesano -. La difficoltà di studenti, lavoratori e famiglie di accedere ad un sistema di trasporti capace di rispondere alle esigenze delle comunità non è tollerabile. Dobbiamo accendere l’attenzione sulle aree interne, ricche di fermenti anche economici, ma che si vedono quotidianamente penalizzate. La Regione continua a privilegiare le aree metropolitane, perché mediaticamente più appetitose, mentre le aree interne soffrono e vedono penalizzato ogni tentativo di crescita e di sviluppo».

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