“Mara, se vuoi essere un leader devi metterci la faccia, ti sei tirata fuori”

“Un leader politico deve metterci la faccia, deve scendere in campo alla guida del suo movimento. Se è tale, si mette alla testa del proprio popolo, della propria gente. Ma soprattutto deve battersi nella propria provincia, nella propria regione. Non ci si può tirare indietro quando è il momento di scendere in campo”. Pensieri e parole di Aniello Salzano, ex sindaco di Salerno, e un tempo in Forza Italia, oggi un epurato eccellente, che, dal suo osservatorio analizza con anima critica, così come gli si riconosce, la disfatta forzista alle recenti Regionali. “Bisogna dapprima fare un preambolo necessario. – afferma Salzano – Caldoro è stato delegittimato dalla stessa Mara Carfagna, con lo stesso che è stato indebolito da quello che sarebbe il fuoco amico. Allo stesso tempo, pur avendo detto no a Caldoro non è che abbia proposto una personalità di grande spessore quale competitor contro De Luca. Piuttosto, proprio lei che era stata individuata quale persona più adatta a sfidare De Luca si è invece tirata indietro. Leggo su un quotidiano delle sue dichiarazioni che affermano di averlo fatto “per rappresentare le ragioni del Sud in sede nazionale”. Mi domando, quale occasione migliore di farlo da presidente della Regione Campania. Ritengo che con il suo rifiuto oltre a delegittimare Caldoro abbia indebolito anche lo stesso centrodestra. La mia accusa è che è da un po’ di tempo assente, forse anche per motivi personali e non ha fatto crescere il partito così come avrebbe dovuto fare. Ritengo che lei avrebbe dovuto candidarsi alla Regione”. Poi continua deciso l’ex primo cittadino di Salerno. “ Se vuole risollevare le sorti del centrodestra a Salerno perché non si candida a sindaco di Salerno. – afferma – Ha fascino, capacità e dialettica per poterlo fare. Potrebbe fare davvero molto e per una volta s’impegnasse chiaramente. Lo facesse per una volta”. Accuse precise, con la stessa Mara Carfagna, leader campano di Forza Italia che rischia di finire sul banco degli imputati. Resta un indebolimento in Consiglio regionale. “Ma è la stessa Carfagna che offre una lettura della debacle sull’intervista che leggevo questa mattina (ieri per chi legge nda). Leggo testualmente: una classe dirigente preoccupata di eliminare quelli che vengono considerati avversari interni, scomodi. E dice ancora: io faccio parte degli epurati. Dico io, lei? Ma dimentica cosa è accaduto in questi anni a Salerno. Molti sono stati epurati, allontanati o messi ai margini da Forza Italia, io stesso tra l’altro. Ricordo che ogni volta che ciò accadeva, c’erano più applausi che scene di scoramento. E tutti questi moderati che sono stati allontanati, vedendo i risultati delle regionali hanno avuto un grande successo. Non ho mai visto tanti forzisti, o anche ex, e un tempo democristiani affollare così un Consiglio regionale. Ne vedo davvero tanti. Addirittura vedo in minoranza i cosiddetti vincitori. E molti di questi hanno dato il proprio contributo a De Luca mentre avrebbero potuto darlo a Caldoro”. Resta una debacle, una sconfitta che fa davvero male. “Ritengo che sia un fatto gravissimo che Forza Italia a Salerno non abbia un eletto in Consiglio Regionale. Devono recitare il mea culpa i responsabili e prima fra tutti colei che è la leader. Altro fatto grave è che, come lei stesso dichiara, abbia votato si al referendum costituzionale. Forse non si rende conto del danno che ha fatto”. E’ un fiume in piena l’ex primo cittadino di Salerno, che punta decisamente l’indice accusatore. “Non mi sembra di aver visto in questa anomala campagna elettorale una vera e propria mobilitazione da parte di Forza Italia, ma anche degli stessi dirigenti. – riprende – A Salerno, Forza Italia vantava oltre il 50% dei consensi adesso è ridotto miseramente ai prefissi telefonici. Dall’intervista di Mara Carfagna ho riflettuto a un suo eventuale disimpegno. Non mi è piaciuta questa campagna elettorale e non può limitarsi a fare semplicemente autocritica”. Rinnovamento, cambiamento per ritornare agli antichi splendori. E’ forse questa la medicina migliore. “Bisogna che questa classe dirigente che è ormai una vecchia classe politica si faccia decisamente da parte. – chiosa Salzano – Quella di Forza Italia è ormai consumata e, in questi anni, ha fallito tanti obiettivi importanti: dalle amministrative alle provinciali e anche regionali. E’ il momento di mettersi da parte, perché ognuno di noi ha una propria stagione. Invece, molti per conservare la propria seggiola allontanano gli altri. Deve venire fuori una classe dirigente nuova. Non è possibile continuare a calcare il palcoscenico politico da quarant’anni. Alla fine gli elettori si stancano di vedere sempre le stesse facce. Chiedono un giusto rinnovamento”.