Mano morta alla nuora: condannato ad un anno

Scritto da , 13 novembre 2015
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Non ha resistito alle avvenenti forme della giovane nuora. Un uomo, originario di una frazione di Cava de’ Tirreni, f. d. d., rischia un anno di carcere per moltestie sessuali. Il sessantottenne si sarebbe reso protagonista della più classica “mano morta” nei confronti della trentanovenne che per anni ha condiviso lo stesso tetto dell’uomo. Una vicenda particolare che si sviluppa in un ambito familiare al quanto particolare. Dopo il matrimonio, per motivi personali, i figlio di f. d. d. aveva chiesto ospitalità ai genitori. Da allora era iniziata una convivenza non sembra tranquilla ma che non lasciava presupporre neanche un epilogo così scabroso per la famiglia. Tra alti e bassi si cercava di mantenere gli equilibri e ritrovare una certa armonia familiare ma il fuoco cova sotto la cenere. La bella nuora attira l’attenzione dell’uomo non più giovane ma ancora arzillo e desideroso di provare nuove emozioni. Quel corposo così giovane e sinuoso scatenava i suoi istinti e, spesso e volentieri, faticava a trattenere il suo impeto davanti a quelle forme generose.  La situazione sembrava sotto controllo ma l’attrazione a volte gioca brutti scherzi e nel giugno del 2014 ogni freno inibitore viene lasciato andare. La trentanoevve chiede al suocero la cortesia di accompagnarla alla stazione di Salerno. L’uomo accetta ben volentieri. Durante il breve tragitto non si verificano episodi particolari. Qualche battuta, qualche sguardo indiscreto che forse non passa inosservato alla giovane nuora che però evita qualsiasi risposta brusca. Del resto a breve arriverà a destinazione. In Piazza della Concordia il gesto che la donna mai si sarebbe atteso. L’uomo ferma l’auto per far scendere la nuora che prima di scendere sente una mano scivolare sul sedere.  Brusca la reazione della donna che con lo sguardo fulminò l’anziano suocerò, sbatte violentemente la portiera dell’auto e si allontana verso la stazione di Salerno. L’anziano rientra in direzione Cava con la speranza che la congiunta alla fine chiuda un occhio e non  riferisca nulla di quell’improvvisa debolezza. La nuora, però, fa di più si rivolge direttamente alle forze dell’ordine con una denuncia di molestie sessuali. Da qui l’inchiesta che ha portato a processo il sessantottenne f. d. d.. L’uomo, difeso dall’avvocato Marco Senatore, ha deciso di patteggiare la pena. Il pubblico ministero ha dato il via libera alla richiesta di patteggiamento ad un anno di reclusione. Il Gip del Tribunale di Salerno, Renata Sessa, ha ratificato il patteggiamento. Nel frattempo il figlio ha chiuso i rapporti con il genitore  e si è trasferito ad Eboli con la moglie che, di fatto, aveva risvegliato gli istinti dell’uomo che sognava di riprovare antiche emozioni ed, invece, si ritroverà con una condanna e, soprattutto, con un figlio che ora non desidera più vederlo.

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