Mancato rinnovo del contratto, è sciopero

Scritto da , 2 Settembre 2020
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Continua la mobilitazione contro Aris e Aiop, e oramai si va verso lo sciopero generale del comparto della sanità privata. Le organizzazioni sindacali di Cisl Fp e Uil Fpl, rispettivamente Pietro Antonacchio e Donato Salvato hanno annunciato che il prossimo 16 settembre scenderanno in piazza per tutelare la “dignità di migliaia di lavoratori che sono senza contratto da oltre 14 anni”, hanno dichiarato Antonacchio e Salvato. Continua pertanto inesorabilmente la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori della Sanità Privata, promossa per il rinnovo del contratto. Una protesta che punta a sconfiggere una classe datoriale per la mancata ratifica da parte delle associazioni Aiop e Aris della preintesa per il rinnovo del contratto, atteso da 14 anni, raggiunta lo scorso 10 giugno. Una scelta, quella delle due associazioni, contro la quale i sindacati sono già scesi in piazza a Roma lo scorso 5 agosto in piazza Montecitorio e che sta registrando momenti di protesta in tutti i territori. La decisione di non ratificare la preintesa da parte di Aris e Aiop, affermano i segretari di Cisl Fp e Uil Fpl di Salerno, “è una vera e propria vergogna, inflitta sulla pelle di tutte le professioniste e i professionisti della sanità privata, definiti eroi quando si tratta di fare profitto e poi negati di ogni diritto – hanno aggiunto Antonacchio e Salvato – Un comportamento inqualificabile ed irresponsabile, anche alla luce del fatto che i mancati rinnovi hanno depotenziato enormemente il potere di acquisto dei loro salari atteso il lievitare dei costi di tutti i beni e servizi intervenuti in quasi tre lustri, situazione aggravatasi dalla cassa integrazione che stanno applicando in molte strutture di settore. Basta padroni predoni coi soldi pubblici è lo slogan della mobilitazione, anche alla luce del fatto che il 50 per cento del costo del rinnovo è a carico delle regioni che tutte congiuntamente hanno dichiarato di voler sostenere per rendere possibile la ratifica del contratto nazionale, il quale, paradossalmente non ancora sottoscritto è già scaduto atteso che riguarda il triennio 2016/2018″. Per le organizzazioni sindacali, infatti, “la situazione oltre ad essere paradossale è inaccettabile e non più tollerabile. Qualora nemmeno la giornata di sciopero basterà a far ragionare Aiop ed Aris, oltre a dover sicuramente sancire ulteriori giornate di sciopero, con molta probabilità si dovrà ricorrere a far intervenire la regione sulla ipotesi di verifica sulla compatibilità tra mancata applicazione delle norme a tutela e difesa dei salari e mantenimento delle convenzioni con le strutture private accreditate aderenti alle associazioni, poiché è impensabile che migliaia di lavoratori del settore possano essere merce di scambio per altri fini ovvero aumenti dei tetti di struttura e modifiche delle rette per le prestazioni erogate. Spiace dover constatare la miopia datoriale anche perché su tali contenuti meglio sarebbe stato trovare alleanze invece che inimicarsi tutte le maestranze dei lavoratori. Sicuramente la battaglia ha ormai raggiunto il culmine – concludono i segretari generali di Salerno – ma non ci fermeremo mai”.

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