«Ma quale grigiore, io: sindaco senza fare ammuina»

Scritto da , 30 Dicembre 2018
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Sindaco Servalli, un 2018 caratterizzato dal problema rifiuti. Come è riuscito a limitare i danni?
«Ormai parliamo di costante. Una situazione drammatica. E’ difficile tenere le briglie tra la pulizia della città e controllo dei costi. C’è tutta una parte che sfugge ai comuni, noi raccogliamo, non spostiamo né smaltiamo. Lo Stir funziona a fasi alterne, adesso ci hanno comunicato un aumento dei costi e giudico la situazione drammatica nonostante il grande impegno della Regione, ma la lezione del 2007 e 2008 non è servita a nulla. Il termovalorizzatore di Acerra è un punto di riferimento importante, ma il problema degli impianti sul territorio è il grande problema che prima o poi bisognerà affrontare. Il tema di un’area cittadina da dedicare al conferimento in caso di emergenza ce lo siamo posti, ovviamente, queste aree per essere individuate presentano una serie di caratteristiche nonché un’autorizzazione della Regione. Noi l’abbiamo chiesta ed attualmente è all’attenzione, dell’ufficio legislativo regionale. Speriamo che ci venga riconosciuta. Io in ultimo condivido la posizione di quei sindaci della Valle dell’Irno che sono interessati alla realizzazione di un impianto, loro hanno gli spazi, che potrebbe diventare punto di riferimento per altri comuni, ovviamente con a monte studi di vivibilità dei luoghi»
Da un punto di vista ambientale: termovalorizzatori si o no?
«Al di là di ogni ragionamento demagogico, chiave portante del governo attuale, penso: cosa sarebbe successo senza il termovalorizzatore ad Acerra?»
Si può pensare sempre che la costruzione delle grandi opere siano un regalo alle mafie oppure è uno schermo per evitare di dimostrarsi incapaci?
«Realizzare un’opera pubblica è impossibile, un sindaco deve partire già con la certezza di essere sottoposto a denunce e indagini. Ogni tentativo fatto per andare verso la trasparenza hanno determinato altri guazzabugli normativi peggiorando le cose. Lo dico da sindaco, ulteriori 800 milioni di euro tagliati alla spesa degli enti locali è stata una mazzata a chi poi fornisce servizi minimi al cittadino. Non darci la possibilità di farci operare è un colpo al sistema democratico»
Parlando di opere pubbliche, è andata deserta la gara di assegnazione del Palaeventi in città, come è possibile?
«Cerchiamo un’impresa che realizzi e gestisca la struttura. Adesso stiamo studiando per rivedere il bando, vogliamo dargli anche una pubblicità di ampio respiro internazionale, visto che in Europa gli investitori ci sono»
Una sorta di Madison Square Garden metelliano…
«Esatto, di questo si tratta, una struttura polivalente con un’area limitrofa dedicata ad attività commerciali e servizi. Un’area per i grandi investitori. Penso che sia una grande opportunità, un tessuto imprenditoriale importante può scommettere su di noi anche perché non parliamo di grandi cifre. Il il 59 per cento della somma lo mette il comune, qualcuno è venuto a chiedere, ma poi forse c’è stata paura di investire».
Passiamo alla politica. Nel 2018, in un’amministrazione a trazione deluchiana entra de Magistris con i consiglierei Baldi e Palumbo. Cosa succede?
«Sono due consiglieri che hanno sostenuto i nostri sforzi fin dal primo momento e ci sostengono con grande lealtà e sono loro grato. Ovviamente la sfera politica è una sfera dove ognuno cerca nella realtà il proprio punto di riferimento. Ho parlato con loro e non mettono in discussione quanto fatto fin ora, e quindi ho detto loro di fare come volevano. Ovviamente non posso seguire il loro percorso, il mio rapporto con De Luca è forte e lo voglio mantenere anche in luce di quanto fatto per la nostra città come i lavori iniziati alla discarica di Cannetiello grazie a 2 milioni e mezzo della Regione, i 14 milioni di euro per i pics investiti nella nostra città e quanto fatto per i servizi sociali e l’assistenza».
Ma il Pd è finito o no?
«Siamo al minimo storico del 16 per cento. Siamo un partito marginale, ma la parola di speranza è quella del 16 per cento di fedelissimi che non se ne andranno mai, tutti quelli che dovevano andare via, lo hanno già fatto. Ripartiamo dai fedelissimi per ricostruire una prospettiva riformista».
C’è molta indecisione nell’enclave deluchiana sul chi votare all’assemblea nazionale. Cava come si muoverà?
«Cava ha diversi orientamenti, tra Martina, Giachetti, l’articolazione è libera e qualcuno andrà con Zingaretti che credo unica alternativa realistica per il rilancio del partito. Anche la candidatura di Martina è una bella candidatura, sarà felice l’amico Mimmo Volpe».
Lei nel corso dell’anno ha perso un assessore, Enrico Bastolla, ora suo acerrimo oppositore, non si è mai capito cosa è successo…
«Non lo so nemmeno io. Io non l’ho rimosso, lui si è dimesso e quando l’ha fatto io ero fuori città per questioni familiari. Auguro ad Enrico le migliori fortune, l’esperienza di sindaco è una legittima aspirazione, ma ritengo che le sue critiche siano prive di fondamento che alcune volte lasciano sorpresi per l’incompetenza che traspare».
Strianese presidente della Provincia. Come lo giudica, anche se è in carica da poco?
«L’impegno di Michele è di straordinaria generosità viste tutte le difficoltà che hanno le province. Gli confermo tutta la mia stima e supporto perché il compito è veramente ingrato in una provincia formata da piccoli comuni dove quasi tutti non riescono a comprare nemmeno il sale per quando nevica, dove c’è bisogno di un ente territoriale di area vasta che risponda agilmente e senza un disegno serio e strumenti per le province. Una grave responsabilità del Pd e se gli elettori ci hanno severamente punito, questa è una grave causa. Salvini all’inizio del suo percorso pure parlava delle province, le ha già dimenticate. Si prenda atto di cosa farne di queste province».
Il 2019 sarà il suo ultimo anno di sindacato, successivamente, cosa vuol fare da grande? Regione… Roma…
«Il mestiere di sindaco è pesantissimo, senza strumenti, con una distanza enorme che ti fa soffrire tra quello che viene chiesto e quello che si può fare. Tuttavia: noi stiamo smantellando tutti i campi container post terremoto, iniziamo a bonificare Cannetiello, ci stiamo occupando scuole e palestre tra mille difficoltà e presto inizieranno anche i lavori alla scuola di Passiano dove è stato ottenuto il finanziamento, abbiamo aperto le rampe in località Tengana dopo un match pesantissimo con la Soprintendenza, presto apriremo anche la galleria, partiranno i lavori ai Pianesi, abbiamo realizzato il primo Cad in Italia, abbiamo rimesso Cava al centro della regione Campania e soprattutto, dopo il decreto Zuccatelli, con il contributo della Regione, abbiamo salvato i 90 posti letto dell’ospedale, la sintesi Consorzio – Metellia, stiamo chiudendo falle di bilancio con attenzione enorme al sociale. Stiamo rivoluzionando la città ma paghiamo la mitezza del suo sindaco che non sbandiera risultati. La caratteristica personale di lavorare e di non fare “ammuina”. Quello che gli altri chiamano grigiore, noi la chiamiamo serietà. Detto questo, mi ricandiderò sindaco nel giugno 2020».
Movida, punto di forza i parcheggi. Sono loro la vera attrattiva della città per turisti ed avventori.
«Il tema è questo: per una serie di ragioni, compresi i parcheggi nel pieno centro città, siamo molto molto avanti. La gradevolezza della città e del suo modo di vivere la movida, aperta ai giovani ma ordinata e puntuale nel rispetto delle regole, un’enogastronomia da far invidia, la sicurezza della città e la sua vivibilità; il 24 abbiamo avuto 20mila persone per le strade, non è successo nulla. Cava attenta al suo modo di vivere, insieme ad un’organizzazione che non ostacola ma mette regole ben precise, accompagniamo la crescita della movida che vuol dire sviluppo».
La nota più dolente dell’anno è stata “Gomorra Cavese”, con l’ex procuratore di Salerno, Lembo, che indicava la presenza della camorra nella sua amministrazione. A gennaio udienze delicate, cosa ne pensa?
«Mi sono più volte espresso e non ci voglio ritornare anche in vista di una fase delicatissima del procedimento. La procura indaga e i giudici giudicano. Io aspetto con piena fiducia ricordando che nessuno è colpevole fino a sentenza passata in giudicato».
In ultimo, quale potere vorrebbe acquistare per il 2019?
«Velocizzare i procedimenti burocratici, piccoli e grandi, che ad oggi hanno intrappolato lo sviluppo di una nazione intera».

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