M5S: Approvato nuovo Statuto. Parte l’era Giuseppe Conte

Comunque la si pensi, è una giornata da segnare in rosso nelle oramai lunga storia del Movimento 5 Stelle in Italia. Era già nell’aria da mesi, nonostante i tanti “Stop”, uno su tutti quello di Beppe Grillo in persona, Il Movimento di Giuseppe Conte fa il suo primo passo ufficiale. La votazione, che ha superato abbondantemente il quorum, ha visto 53238 voti per il si e 7702 per il no. La strada è ancora lunga, ma a dire dei più accesi sostenitori di Conte l’approvazione del nuovo statuto è un passo fondamentale. Il Movimento oggi 2050 (per la prima volta non c’è l’indirizzo di un sito) diventa regolato da una struttura unica, e, a detta degli stessi Contiani, finalmente scalabile, non più regolata dalla Casaleggio oppure dal suo padre fondatore Beppe Grillo. Esiste un problema di accentramento di poteri, ma viene garantita anche dallo Statuto l’alternanza dei vari leader. La prossima mossa sarà di votare il Presidente unico, Giuseppe Conte, ed avverrà nel più breve tempo possibile. Ci saranno poi le tormentate elezioni amministrative, oramai, si è deciso, il 3 Ottobre. Tuttavia c’è un fatto che si sovrappone alle ore della votazione via web, che apre ad uno scenario di divisione tra Giuseppe Conte e Luigi di Maio. Infatti come è noto, domenica c’è stata la votazione in Parlamento delle riforma del processo penale voluta da Marta Cartabia, riforma che ha visto l’intervento del neo Presidente presso Draghi e la Cartabia, volto ad apportare le modifiche al testo di riforma del processo penale. Conte chiese al Movimento 5 Stelle in Parlamento di essere compatto nella votazione di questo testo. L’ex premier ha ribadito di aver ottenuto dei miglioramenti al testo, e, pur non considerandola una riforma “M5S”, ha chiesto appunto al gruppo di maggioranza relativa in aula un convinto voto a favore. Nonostante questo invito, continuano i distinguo via comunicato stampa che si alternano ai baci e abbracci tra il ministro degli Esteri e L’ex premier. A questo proposito Conte dichiara in una intervista a “La Stampa”: “In quest’ultimo passaggio sulla giustizia abbiamo introdotto un nuovo metodo di lavoro che varrà anche in futuro. Il leader di turno non decide da solo, ma mette al tavolo tutti coloro che sullo specifico dossier hanno titolo per essere coinvolti. È dal confronto che scaturisce la sintesi finale, che ovviamente spetta al leader. Dopodiché tutti ma proprio tutti devono uniformarsi alla decisione e all’indirizzo assunti, altrimenti non avremo un movimento politico ma un condominio. La libertà di coscienza non va invocata a sproposito. Altrimenti maschera la libertà di incoscienza. Tutti i ministri e non solo Luigi (di maio) hanno pienamente accolto questo nuovo metodo di lavoro collegiale. Se abbiamo ottenuto di correggere significativamente l’originario testo sulla giustizia è stato solo grazie alla compattezza che abbiamo avuto tra vertice politico, commissioni competenti e delegazione governativa.” E aggiunge:  ”chi è nel M5S deve comprendere che può far valere la propria opinione nell’ambito degli organi predisposti e delle assemblee, non mandando veline ai giornali per farsi notare.” . Parole chiare, fatto sta che la votazione di domenica sul testo di riforma del processo penale ha visto l’assenza di 41 parlamentari pentastellati. Tra gli ingiustificati abbiamo Vittoria Baldino, Elisabetta Barbuto, Giuseppe Buompane, Francesca Businarolo, Cadeddu Luciano, Luciano Cantone, Luca Carabetta, Andrea Caso, Rosalba Cimino, Tiziana Ciprini, Valentina Corneli, Celeste D’Arrando, Daniele Del Grosso, Antonio Del Monaco, Federica Dieni, Mattia Fantinati, Marialuisa Faro, Conny Giordano, Giulia Grillo, Nicola Grimaldi, Angela Ianaro, Marianna Iorio, Gabriele Lorenzoni, Stefania Mammi’, Maria Marzana, Angela Masi, Anna Laura Orrico, Paolo Parentela, Cosimo Pignatone, Roberto Rossini, Enrica Segneri, Davide Serritella, Patrizia Terzoni, Riccardo Tucci, Gianluca Vacca, Giovanni Vianello. Tra questi nomi si nota la presenza di molti fedelissimi al ministro degli Esteri ed ex Capo politico, il che ha fatto nascere il sospetto tra gli osservatori più attenti. Luigi Di Maio, Dal canto suo, continua a postare invita al voto pro Conte. Sarà solo un caso, un episodio, oppure stiamo assistendo al primo capitolo di una rivalità politica tra Capo politico “Present” e quello “Past”? Vedremo.

Davide Gatto