Luigi Anelli, un “pittore senza catene”

Scritto da , 7 Marzo 2019
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“Ricordo una sera d’inverno all’uscita della fabbrica D’Agostino, solo, molto sfiduciato, invocai l’Altissimo, perché mi trovasse una via più consona al mio temperamento. Venni esaudito! Mi sganciai dai “padroni” e, ottenuta una magra liquidazione, cominciai a lavorare ad olio, la mia assopita passione”. Sono le emozionanti parole del pittore vietrese, napoletano di origine, Luigi Anelli, morto a Salerno nel 1992, all’età di 82 anni, che racconta di essere riuscito a spezzare le catene della sua vita nella sua biografia inserita nel libro “ Luigi Anelli. Pittore senza catene. Artista della ceramica vietrese dagli anni Trenta al 1960”, edito dalla “Grafica Metelliana”, scritto da Francesco Collano, presentato nell’Aula Consiliare del Comune di Vietri sul Mare, nel decimo incontro della rassegna letteraria “ La Vetrina – Tè Letterario”, organizzata da “La Congrega Letteraria” diretta dal professor Antonio Gazia e Alfonso Mauro, con la collaborazione di Francesco Citarella, quella di Daniela Scalese ed Elisa D’Arienzo, dell’associazione “Fabrica” e con il patrocinio del Comune di Vietri sul Mare, nella persona del Sindaco Francesco Benincasa e dell’Assessore alla Cultura, Giovanni De Simone. Il breve saggio dedicato ad Anelli è stato realizzato grazie alla generosità dell IMA Srl, amministrata da Ciro Mannara; alla figlia del Pittore Anelli, Rosanna Anelli, anch’ella pittrice, che ha messo a disposizione dell’autore la biografia del padre, ad Enrico Camponi, che ha fornito alcune immagini, e anche grazie al Comune di Vietri sul Mare che ha offerto il suo patrocinio al libro. Tante le opere realizzate da Luigi Anelli come la bellissima Crocifissione, con Cristo sulla croce, che campeggia sulla facciata di Palazzo Carosino, su Corso Umberto a Vietri, e il pannello raffigurante San Francesco fra gli uccelli realizzato nei primi anni ’60 e montato nel refettorio del Villaggio San Giuseppe in Via Generale Clarck a Salerno. La dottoressa Matilde Romito, archeologa, per anni direttrice dei musei provinciali, ha curato l’introduzione del libro nella quale svela alcuni particolari sconosciuti: ” Ad Anelli sono state attribuite opere non sue, ma realizzate dall’artista austriaco Leopold Anzengruber che usava siglare le sue opere allo stesso modo di Luigi Anelli”. La dottoressa Romito ha ricordato che Anelli:” Era un uomo buono, una persona perbene, un grande artista, molto legato alla pittura napoletana dell’800. Bellissimi i suoi piatti, realizzati in semplice monocromia bruna o in rosa e manganese, che sembra una sperimentazione, e i vasi policromi con le sirene che nella folta chioma rossa ricordano la famosa attrice Rita Hayworth”. La dottoressa Romito ha ricordato anche alcune raffigurazioni di ragazzini napoletani immortalati da Anelli, definito anche “U mast ‘ri scugnizz”, che fanno parte della collezione del designer romano Giuseppe Ragazzini, e che Anelli, a seguito dei rapporti burrascosi con i D’Agostino, decise di trasferirsi a Milano:” Dove matura nuove esperienze professionali: inventa, nel 1951, perfino le figurine dei calciatori di Serie A , una serie di cravatte con i colori della squadra del Milan che vendette agli stessi calciatori rossoneri. Realizza anche una copertina di un disco 45 giri per la Durium”. La figlia di Luigi Anelli, Rosanna, ha raccontato che il padre aveva una grande abilità nel disegnare le architetture:” Conservo gelosamente un suo schizzo della stazione di Napoli, prima della guerra, disegnato di getto, a mano, con grande precisione architettonica : come se avesse usato delle squadrette”. La pittrice vietrese ha raccontato che il padre ha lavorato anche nel mondo del cinema con Vittorio De Sica e alla Scala di Milano. L’autore del libro, Francesco Collano, ha annunciato che sarà organizzata una mostra con le opere, anche pittoriche, di Luigi Anelli:” Un uomo senza catene che dedicò alla ceramica e alla pittura tutta una vita. Anelli ha perso le catene, ma la ceramica vietrese ha perso Anelli che sarebbe sicuramente diventato un nome importante tra i grandi della ceramica vietrese”. Durante la serata l’Assessore alla Cultura Giovanni De Simone ha consegnato una targa all’artista vietrese Mirkò Guida, ”per il suo impegno civico, per il suo interesse per le bellezze artistiche del territorio che grazie al suo lavoro di restauro, la sua arte, ha contribuito a valorizzare” ha spiegato De Simone – “ tra queste la “Crocifissione” del pittore Mario Carotenuto e la fontana ribattezzata “Dello Scugnizzo “in Vicolo San Giovanni, realizzata presso la Ceramica Cassetta dall’artista Gennaro Gallo, entrambe restaurate, nel 2018, da Mirkò che ha nel suo Dna il senso del bello. Per questo motivo il Comune di Vietri gli ha anche assegnato la “delega alla bellezza”. L’Assessore alla Cultura De Simone ha anche annunciato che: “ Con Mirkò abbiamo progettato anche il recupero di Piazza Amendola, già finanziato con trentamila euro”. Mirkò ha raccontato di essersi ispirato ai maestri di cui ha restaurato le opere:” Carotenuto, Gallo, ma anche al ceramista e pittore Luigi Anelli. Ho iniziato il mio percorso artistico con il ceramista olandese Frans Brugman che è stato il pioniere del naif vietrese”. Mirkò ha annunciato che a breve partirà un suo progetto espositivo internazionale sul tema dell’immigrazione, patrocinato dai governi di diversi paesi:” La prima esposizione sarà allestita il 21 maggio in Brasile, in uno dei più importanti musei di questo paese. Grazie all’organizzazione curata da Rita Raimondi, saremo anche in Israele, in Grecia e poi in Italia”. (FOTO DI EDOARDO COLACE).

Aniello Palumbo

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