Lucio Tafuri: “Mio padre Clemente meritava di più da Salerno”

Scritto da , 9 marzo 2014
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Pur vivendo lontano da Salerno ormai da svariati anni, il maestro Lucio Tafuri figlio ed erede artistico di Clemente Tafuri in una breve intervista ha affrontato il tema relativo alla crisi che ha colpito anche l’arte, e agli improvvisati galleristi che con la loro condotta la favoriscono. – Da Genova, città che ha adottato sia suo padre (Clemente) e sia lei, come vede oggi la situazione artistica nel nostro Paese? “ L’Italia è stata sempre fucina di grossi talenti, non a caso eravamo presi ad esempio dal mondo intero, tutti cercavano di rifarsi alla nostra pittura, prendiamo gli impressionisti francesi che rimasero colpiti dai nostri “macchiaioli”toscani e veneti. In vita anche mio padre, fu più volte invitato da prestigiose gallerie europee sia per esporre le proprie opere che per spiegarne la tecnica pittorica. Pertanto non è un caso se già allora i suoi dipinti avevano quotazioni che facevano il paio a quelle dei vari Guttuso, Dalì o De Chirico. Purtroppo, oggi come in altri settori, mancano delle vere “scuole di formazione atte a forgiare professionalità. “- – Ma rispetto al passato ritiene che oggi ci sono ancora talenti in giro? “ Credo che ieri come oggi i numeri bene o male sono uguali. Forse quello che manca è lo spirito di sacrificio che caratterizzava di più gli artisti del passato. Nel passato, in specie nel meridione la pittura, come la scultura veniva vissuta con visceralità, nel senso che l’artista per l’arte sacrificava i propri affetti e se stesso. Inoltre molti geni erano privi di egoismo, mi spiego meglio, alcuni se potevano dispensare consigli a chi ne faceva richiesta, lo facevano di buon grado. Mio padre ad es. apriva le porte dello studio a chiunque, senza lesinare suggerimenti. Forse lui ha anche esagerato visto che, successivamente molti hanno edificato false talentuosità definendosi allievi o addirittura suoi eredi artistici. Per non parlare poi dei tanti meschini, che spacciandosi per galleristi si sono finanche definiti valorizzatori della sua pittura, quando poi le vere gallerie, e le case d’asta di tutto il mondo, ieri come oggi fanno ancora a gara nel richiedere le sue opere.”- Maestro Tafuri, ma è vero che oggi circolano molti falsi di suo padre? -“ Purtroppo si. Ma allo stesso tempo esiste anche un attività massiccia ad opera dei carabinieri del “Nucleo Tutela Patrimonio Artistico” atta a fronteggiare questo proliferare di falsi di autore. Molte volte su “e bay” vedo delle imitazioni che mi fanno sorridere. Anzi, colgo l’occasione per dire che, chiunque ha bisogno di una attestazione di autenticità relativa a dipinti di mio padre, può mettersi in stretto contatto con me. Sarò ben felice di farlo, e questo non costerà un cent. Piuttosto diffidate da chi vuole offrirvele a pagamento, perché alcune volte è capitato che sulle autentiche che io ho sempre fatto gratuitamente, biechi individui hanno intascato soldi dicendo che erano per me. Tutto ciò è falso e soprattutto è attualmente oggetto di accertamento da parte dell’autorità giudiziaria.”- – Maestro Tafuri, che ricordo ha di suo padre? -“ Non basterebbe un giornale intero per raccontare a parole tutto ciò. Dico solo che meritava molto di più. In specie da Salerno e dai suoi concittadini. Questo rammarico, mio padre se lo è portato dentro fino alla morte. Per il resto, tralasciando l’aspetto pittorico, è stato un modello di uomo, di marito e di genitore. La sua generosità lo ha sempre portato a fare del bene a tutti, nel senso stretto delle parole. Mi dispiace per chi ancora oggi lo copia falsandone la firma, o per chi crede addirittura di essere superiore al suo talento o come detto per chi va dicendo in giro di averne favorito la sua valorizzazione. Come pure sono rimasto rammaricato quando ho saputo che alcune opere di mio padre essendo state vendute da taluni per propria necessità, gli stessi a giustifica di ciò hanno asserito che le quotazioni fino ad allora date ai dipinti di papà erano eccessive. Tutto ciò è falso, è solo fango che ha imbrattato la memoria e l’attività pittorica di un grande maestro. Mi lasci dire che, tutti questi figuri rappresentano la sintesi della mediocrità professionale e l’assoluta mancanza di conoscenza del reale valore di mio padre. Privi a chiedere a costoro qualcosa della sua vita, di ciò che ha fatto, e dove sono le sue opere, non le sapranno dire nulla in quanto nulla conoscono né di pittura e né di lui. Clemente Tafuri è stato come una folgore nel cielo, ha tracciato una scia di luce unica, ed è solo grazie alla sua bravura se ancora oggi “Tafuri da Salerno” così come veniva chiamato in vita, appartiene alla schiera degli artisti veri. A tal proposito aggiunga ancora al suo articolo che oltre alla crisi che stiamo vivendo, in molti pittori manca l’umiltà. E mio padre sotto questo aspetto, non solo lo è stato, ma ha sempre ripudiato ogni compromesso, in quanto per lui dovevano parlare solo i dipinti.”

Antonio Giunto

Nella foto: Clemente Tafuri “battezza” il figlio Lucio sulla sua tavolozza – Ravello Villa Rufolo 1942

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