Luciano Brigante deve versare 35mila euro nelle casse del Ruggi

Scritto da , 16 Ottobre 2019
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di Pina Ferro

Liste di attesa con il trucco al Ruggi, la Corte dei Conti proscioglie il dottor Renato Saponiere e la coordinatrice infermieristica Annarita Iannicelli (difesa in questo procedimento dall’avvocato Alfredo Messina), dichiara il difetto di giurisdizione nei confronti del neurochirurgo Gaetano Liberti e condanna il dottor Luciano Brigante , all’epoca primario facente funzioni della Neurochirurgia del Ruggi, al pagamento di 35mila euro in favore dell’Azienda ospedaliera “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno. A rivolgersi alla Corte dei Conti – sezione della Campania era stata la Procura generale che riteneva responsabili i dipendenti del Ruggi, ognuno per il proprio ruolo , di un pregiudizio erariale, ai danni dell’azienda ospedaliera quantificato in 566.600 euro nonchè di un ulteriore posta di danno pari a 36.727,40 e addebitata al solo dottore Brigante. I fatti risalgono al periodo compreso tra il 2013 ed il 2015. A conclusione di un’indagine venne evidenziato dalla pubblica accusa come presso l’azienda ospedaliera di via San Leonardo il dottore Brigante ed alcuni suoi collaboratori fossero soliti effettuare prestazioni mediche in sostanziale regime di intramenia, ricorrendo, in luogo della normale procedura di prenotazione e pianificazione dell’intervento chirurgico, al pagamento di un corrispettivo in nero che non versavano nelle casse del nosocomio lasciando che a coprire i costi fosse per intero il sistema sanitario nazionale. La vicenda ha anche già avuto un percorso penale. Ieri anche la Corte dei Conti di è espressa in merito alla questione condannando il solo neurochirurgo Luciano Brigante al pagamento della somma stabilita al Ruggi.

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