Luci d’Artista, l’iniziativa va confermata subito e con convinzione

Scritto da , 13 Ottobre 2020
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Il dibattito sul turismo a Salerno, promosso da sei consiglieri comunali, alcuni dei quali conosco e stimo, apre senza dubbio spunti e riflessioni interessanti. Tuttavia, dal punto di vista operativo, in un momento già delicatissimo per l’economia, rischia, nonostante le lodevoli intenzioni, di generare disorientamento tra gli operatori e i potenziali visitatori. Salerno ha, al momento, due attrattori turistici: il mare e le Luci d’Artista. Quest’estate, la città è stata meta di turismo regionale di tipo balneare che ad Agosto ha affollato, anche grazie al bonus vacanze, la gran parte delle strutture ricettive. Non esiste, e non è possibile creare a breve, un attrattore culturale in grado di sostituire i movimenti generati da Luci d’Artista. Poiché il turismo si muove per attrazioni e con una programmazione di almeno tre/sei mesi, continuare a mettere in dubbio la realizzazione, nei modi possibili, dell’edizione 2020 delle Luci o ridurle ad evento di scarso interesse sovracomunale rischia di far restare deserte le strutture ricettive cittadine, con conseguenze occupazionali rilevantissime. Molto difficilmente, inoltre, si potrebbe realizzare nel breve periodo un sistema di attribuzione di voucher economici, anche ove, e ne dubito, si reperissero le risorse indicate. Per l’individuazione dei criteri, il bando pubblico, le graduatorie e l’erogazione occorrerebbero, salvo gli immancabili ricorsi, diversi mesi e, quindi, ben più dei poco più di 30 giorni che ci separano dal tradizionale inizio dell’evento. Piuttosto, giacciono ancora nelle Casse dell’Agenzia delle Entrate ben due miliardi di euro non spesi o non richiesti del bonus vacanze. Sarebbe significativo se, grazie al dibattito aperto, partisse proprio da Salerno una proposta per eliminare il vincolo del reddito per l’accesso al contributo, ampliando così enormemente la platea dei beneficiari, e per prolungare il periodo di potenziale fruizione, in scadenza al 31/12/2020, in modo da offrire prospettive al comparto turistico almeno fino all’Estate del 2021. Luci d’Artista, in realtà, è un valore prezioso che ha prodotto negli anni enormi ricadute dirette e d’immagine. Va confermata subito e con convinzione. Si potrebbero, ad esempio, addobbare le sole strade principali cittadine, quelle che i turisti visitano, dando priorità nell’accesso alla città, come pure proposto, a coloro che lasciano più soldi sul territorio: quanti pernottano una o più notti. Sarebbe, inoltre, determinante offrire sicurezza ai visitatori e ai cittadini di Salerno prevedendo, con controlli rigidissimi, accessi a numero chiuso al centro urbano, come sta già avvenendo in alcune città italiane. Certamente, e qui condivido la riflessione dei sei consiglieri comunali, nessun accesso dovrebbe essere consentito, in periodo di Covid, ai visitatori esclusivamente giornalieri, che hanno una scarsissima propensione di spesa. Ad ogni modo, va dato merito ai consiglieri comunali per avere focalizzato l’attenzione sulla questione culturale, tema nodale per la destagionalizzazione dei flussi turistici. Se davvero si volesse operare in questo senso, mi permetto di affidare alle Istituzioni e al dibattito pubblico quattro idee:

• affidare ad un soggetto unico la gestione di tutti i musei e di tutti i siti storici cittadini, attualmente di competenza di Comune, Provincia, Soprintendenze e Curia Arcivescovile, in modo da generare un’offerta coordinata facilmente fruibile dai visitatori anche tramite app;

• programmare, fin d’ora, per gli anni a venire eventi espositivi che aumentino l’attrattività del sistema museale, come si fa del resto in tutto il mondo. Senza questo dinamismo, infatti, i Musei si spengono;

• valorizzare il più fulgido periodo storico della storia salernitana, il Medioevo, e la più nota esperienza culturale cittadina, la Scuola Medica salernitana, creando nei contenitori dismessi del centro storico un grande Museo reale e virtuale della Scuola Medica;

• destinare il vecchio Tribunale di Salerno a sede del Museo dello Sbarco, quale parte di un più ampio nuovo Museo cittadino, ricreando al suo interno, con reperti bellici e filmati tridimensionali, le stesse suggestioni che si vivono a Berlino nella narrazione delle vicende del Muro. Solo un programma culturale di questa dimensione, per la cui attuazione occorrerebbero anni, sarebbe in grado di attrarre flussi turistici imponenti, offrendo ricchezza ed opportunità di lavoro 12 mesi all’anno. Al momento, alla città converrebbe continuare ad illuminarsi, di meno ed in sicurezza, anche per non spegnere la speranza di cittadini, imprenditori e lavoratori.

Antonio Ilardi

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