Luca Di Giuseppe, attivista del M5S: “Io candidato? Valuterò”

Scritto da , 4 Giugno 2021
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di Erika Noschese

“Ad oggi il Movimento 5 Stelle non ha un capo politico eletto democraticamente, non ha struttura legittimata, non ha un metodo che legittimi le scelte. In questa fase credo sia giusto che ognuno faccia quello che sente. Per quanto riguarda Salerno, io sarò dalla parte di quelli contro l’amministrazione uscente”. Lo ha dichiarato Luca Di Giuseppe, attivista salernitano del Movimento 5 Stelle. Nonostante la sua giovane età, è particolarmente attivo nella vita politica salernitana e si è sempre esposto, in prima persona, per il bene del Movimento che oggi vive una situazione di caos dovuta proprio alla nascita del governo Draghi e il “divorzio” tra i pentastellati e la piattaforma Rousseau. Mancano meno di sei mesi alle prossime elezioni amministrative, civiche e partiti sono in alto mare e gli scenari cambiano di continuo. Il Movimento 5 Stelle, invece, sembra completamento sparito dalle scene. Cosa sta succedendo?  “La situazione di confusione che si sta manifestando in tutti i gruppi che si dicono contro l’amministrazione, è causata dall’assenza di politica. Sono i riflessi di decenni a senso unico. L’egemonia di De Luca ha appassito la città in termini politici ed elettorali. Oggi c’è bisogno di politica e di civismo. Tra gli oppositori di De Luca va abbattuta la logica del «Mi candido come sindaco per entrare in Comune». Questo facilita l’amministrazione uscente. A me interessa sostenere un sindaco che provi a liberare la città. Ci vorrà tempo, lo so. Più che i simboli politici, guardo le persone. E sono disponibile a dialogare soltanto con chi sia apertamente contrario a quelli che hanno scambiato la cosa pubblica per un bancomat. Per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle, non saprei. Ci sono dei rappresentanti istituzionali con cui ragiono, altri no. Continuo a mantenere un rapporto fraterno con le decine di attivisti che hanno animato negli anni il Meetup di Salerno”.  La sua candidatura è stata più volte richiesta, soprattutto dai giovani. Ha sciolto le riserve?  “Sinceramente no, deciderò nelle prossime settimane. Valuterò tutte le ipotesi possibili. Confido in un progetto credibile che coinvolga le forze migliori della città. E mi auguro che ci sia la volontà di pensare a Salerno. Se non si dovesse arrivare ad un punto d’incontro con le associazioni e gli attivisti del territorio, non escludo nulla. La forza dei miei coetanei e dei giovani che si impegnano da anni sul territorio, è sottovalutata. In qualunque caso troveremo le modalità per dire “ci siamo anche noi”. A Napoli l’accordo Pd-M5S sembra fortemente compromesso, ci sono già i primi dissidenti pronti a staccarsi e lanciare un proprio candidato sindaco, a Salerno – secondo lei – quale dovrebbe essere la posizione dei pentastellati? “Ad oggi il Movimento 5 Stelle non ha un capo politico eletto democraticamente, non ha struttura legittimata, non ha un metodo che legittimi le scelte. In questa fase credo sia giusto che ognuno faccia quello che sente. A Napoli ci sono persone a cui voglio bene che non si sentono rappresentate dalla candidatura di Manfredi. Fanno bene ad organizzarsi ed auto-determinarsi.Per quanto riguarda Salerno, io sarò dalla parte di quelli contro l’amministrazione uscente”. Da giovane attivista, cosa si aspetta dalla prossima amministrazione comunale?  “Mi aspetto una maggiore attenzione verso la mia generazione e le famiglie. Più biblioteche. Più asili nido. Più sensibilità verso anziani. Una città a misura d’uomo che permetta di rispondere alle esigenze fondamentali dei cittadini in ogni quartiere, con l’obiettivo di ridurre gli spostamenti in auto o in motorino. Una città in cui ad ogni intervento di edilizia pubblica corrisponda la creazione di posti per bici. Una città in cui la tassa dei rifiuti non sia più tra le più alte d’Italia. Una città con un bilancio che guardi l’ambiente come priorità: lo chiamerei il bilancio verde. Una città in cui aprire un’attività non sia un gesto eroico”. Il Movimento 5 Stelle vive una fase di stallo e di forte caos, la spaccatura non sembra aver aiutato, soprattutto in questa fase… “Il Movimenti 5 Stelle dal punto di vista nazionale deve decidere cosa vuole essere. Sono stato tra quelli che si è esposto di più durante gli “Stati generali” (il percorso di riorganizzazione) e durante le votazioni per decidere se entrare o meno nel Governo Draghi. Tirando le somme, c’è stato un percorso che non ha portato a nulla e che è costato un bel po’ di soldi. Poi c’è un Governo con Brunetta. E poi, continuo a non capire come si possa mettere ai margini la piattaforma Rousseau. Non è una piattaforma telematica, è il metodo che ha consentito a centinaia di persone di entrare nelle istituzioni”.  C’è stato un confronto tra i pentastellati e i Verdi, secondo lei potrebbero andare insieme?  “Non lo sapevo. Da quello che so a Salerno ci sono diversi partiti e gruppi che si dicono “verdi”: i verdi europei, i davvero verdi, i verdi italiani etc.”.

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