Lombardi: «Non sappiamo produrre progetti, fondi europei a rischio»

Scritto da , 9 Settembre 2021
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di Antonio Abate

Federcepicostruzioni ha partecipato, ieri mattina, al Tavolo nazionale di partenariato sull’attuazione della Pac post 2020, convocato dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf) per discutere – in questa prima riunione operativa – di condivisione dei fabbisogni, priorità di intervento, architettura verde. La riunione, che si è svolta in video conferenza, è stata presieduta dal Ministro Stefano Patuanelli. Il tavolo di partenariato dovrà definire il Piano Strategico Nazionale per il periodo di programmazione della Politica agricola comune 2023 – 2027 che prevede investimenti per circa 50 miliardi. «Partecipiamo ai lavori, su invito del presidente – ha commentato il presidente nazionale di Federcepicostruzioni, Antonio Lombardi – per svolgere un ruolo fattivo e propositivo sugli elementi strategici, tecnici e operativi, propedeutici alla definizione ma anche alla concreta attuazione del Piano Strategico Nazionale, in particolare per quanto attiene gli aspetti logistici ed infrastrutturali connessi allo sviluppo delle aziende agricole, alla realizzazione degli hub di lavorazione, trattamento e stoccaggio dei prodotti, alle reti di irrigazione e depurazione, alle infrastrutture legate alla logistica e al trasporto, alle reti di comunicazione . Tutti asset di fondamentale importanza per lo sviluppo di un settore, quale quello primario, di estrema importanza per la nostra economia. Oltre a garantire il nostro supporto tecnico, logistico ed operativo, intendiamo offrire un concreto supporto per la semplificazione delle procedure e degli iter burocratici, per poter dare concreta attuazione agli investimenti in tempi solleciti». Il presidente Lombardi in questi giorni è alle prese anche con alcune problematiche che investono le imprese del settore, come l’uso corretto dei fondi europei, quelli del piano nazionale di ripresa e resilienza, le materie prime che scarseggiano, il green pass per le aziende. «Il nostro paese e, nello specifico, la nostra regione non sanno spendere – sostiene Lombardi – tutto ciò per mezzo della mancanza di tempestiva progettazione ma, soprattutto, perché abbiamo una procedura burocratica che ci danneggia. Ad oggi abbiamo speso appena il 39% dei 4,1 miliardi di euro a nostra disposizione. Anche la Calabria, che indubbiamente ha un deficit strutturale più sostenuto del nostro, è arrivata a superarci. Paghiamo una mancata professionalizzazione della pubblica amministrazione, non abbiamo più uffici tecnici in grado di produrre progettazione». Eppure per Lombardi quello dell’edilizia rappresenta un settore importante per l’economia. «Se si considera che un euro speso in edilizia ne genera tre e mezzo nell’indotto si comprende bene di cosa stiamo parlando – argomenta il presidente nazionale di Federcepicostruzioni – quindi siamo un settore strategico che è in grado di creare ricchezza e nuove opportunità di lavoro». Un grande sostegno viene anche dal bonus 110% che ha visto la semplificazione nell’accesso da parte del governo. «Il bonus ha fatto attivare la bellezza di 37200 cantieri che hanno generato 6,2 miliardi di euro in detrazioni – spiega Lombardi – tutto questo al 31 agosto, ad oggi il dato è già raddoppiato perché c’è stata un’impennata nelle domande. Solo in Campania abbiamo mezzo miliardo di euro in detrazioni». I cantieri nascono ormai dappertutto ma c’è un dato dolente, quello degli approvvigionamenti: «La carenza delle materie prime è accusata anche da nostro settore, è anche vero che buona parte della produzione è stata delocalizzata in alti paesi, e questo si traduce in un enorme difficoltà, ma c’è tanta speculazione perchè la vera causa è stato l’accorpamento di gruppi industriali che ha generato una sorta di monopolio. C’è senza dubbio da rivedere la nostra politica industriale, l’Europa non può permettersi di dipendere da altri paesi per settori strategici. Dobbiamo essere autosufficienti». Altra problematica per le aziende il Covid. «Credo sia giusto che le aziende perseguano la vaccinazione dei propri dipendenti, nel rispetto delle libertà personali, ma questo non deve mettere a rischio la produzione. Se c’è un solo operaio contagiato si rischia di dover bloccare l’intera filiera produttiva per mettere in quarantena gli impiegati di un intero reparto e questo le imprese non possono permetterselo».

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