Lo swing dei Concerti d’Estate

Scritto da , 6 agosto 2018
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Stasera, alle ore 21, i Made in Swing, si esibiranno a Cava de’ Tirreni, nella Corte del Complesso Monumentale di San Giovanni ospite della XXI edizione dei Concerti d’Estate di Villa Guriglia firmati da Antonia Willburger

 

Di Olga Chieffi

Ritornano a Cava de’ Tirreni, ospiti del Comune metelliano che ha loro riservato gli spazi del meraviglioso Complesso Monumentale di San Giovanni, e la sua raccolta corte, i Concerti d’Estate di Villa Guariglia, giunti alla XXI edizione. Il cartellone offre ben tre appuntamenti, a cominciare da stasera alle ore 21, con i Made in Swing. Un talento musicale che cerca una propria via verso nuove concezioni d’espressione, non può non lasciarsi sedurre da un genere di musica, lo swing, che uno dei suoi più grandi interpreti, Gene Krupa (drums) definisce “…eccola davanti a voi in ogni suo aspetto: mettetela come volete. Una bellezza che è insieme stracciona e cordiale, sfrontata e perfida, e che ha senza dubbio il suo fascino”. Uno dei titoli più ricordati, tra i brani di Duke Ellington, è anche uno dei suoi più divertenti e sospesi: “It don’t mean a thing, if it ain’t got that swing”, cioè “Non significa niente (Non vuol dire niente), se non ha quel certo swing”. Swing è una di quelle parole assolutamente americane di cui è una grana dare una soddisfacente resa in italiano. Si salta dai ballabili popolarissimi della “Swing Era”, al mistico swing dei giocatori di golf, degli sportivi americani che cercano la scioltezza, la naturalezza e l’efficacia del gesto atletico. Lo swing (qualsiasi traduzione se ne possa dare – e anzi, solitamente lo si lascia tale quale in inglese) ha dunque a che fare con un’idea di equilibrio e musicalità, con un’oscillazione perfetta e sensata, incorruttibile, un’immagine da cui si ricava l’impressione affascinante che la vita stessa, la nostra famosa esistenza, sia dotata di un suo proprio swing. Quale poi sia il significato – per ritornare al titolo di Ellington – di questo swing, non si può dire, e anzi stabilirlo non ha nessuna importanza: l’essenziale è coglierlo, accorgersene, registrarlo. Su queste tracce nasce il progetto dei Made in Swing, che riunisce musicisti provenienti da varie esperienze realtà e stili musicali, in accordo sul fatto che ognuno potesse contribuire a dare un’impronta e un’ originalità alla musica Pop, riarrangiandola e contaminandola, offrendo uno spettacolo musicale che abbracciasse un po’ tutto il panorama musicale caratterizzato da uno stile anni ’50, in ciò che riguarda lo stile, l’abbigliamento e i particolari. Il gruppo schiera la violinista Maria Anna Siani, che è anche la vocalist della formazione, Stefano Torino alla chitarra, Giovanni Rago al basso e Alessandro Ferrentino alla batteria, latori di un repertorio che spazia dalla prima metà del ‘900, alla musica pop, rielaborata e contaminata nei diversi stili musicali. Swing, quindi, come genere musicale, ma soprattutto come stile di vita e modo di essere, dando un significato più ampio anche a brani di musica leggera. Nel repertorio, autori e canzoni apparentemente lontani tra loro, come generi e anno di composizione, ma in realtà legati dalla gioia di vivere la vita e raccontarla in musica.

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