Lo lascia, lui la sequestra e la riduce in fin di vita, arrestato

Scritto da , 5 novembre 2018
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di Red. Cro.

Lei lo lascia, lui la sequestra e la riduce in fin di vita. I Carabinieri della stazione di San Pietro a Patierno, a Napoli, hanno arrestato, con l’accusa di tentato omicidio e sequestro di persona, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal gip di Napoli, un 52enne gia’ noto alle forze dell’ordine. I medici del pronto soccorso del “San Giovanni Bosco” avevano contattato la centrale operativa dei carabinieri segnalando che era stata appena accolta una donna con segni di maltrattamenti. Ai militari arrivati in ospedale la vittima ha denunciato di essere stata ridotta in quel modo dall’ex compagno: con il 52enne aveva intrattenuto una relazione per circa 9 mesi e durante quel periodo – secondo il suo racconto – aveva fatto piu’ di una volta ricorso alla violenza, sempre accusandola di averla tradita e, a dire della donna, spesso avrebbe assunto cocaina. La donna ha raccontato ai carabinieri, dopo essere stata ricoverata, delle violenze subite dall’uomo con cui aveva avuto una relazione per circa 9 mesi. Lui la accusava di averla tradita e spesso avrebbe assunto cocaina. Poco tempo fa la donna ha deciso di interrompere il legame andando a vivere a casa della figlia; la mattina all’alba uscendo per andare a lavoro si è imbattuta nell’ex. Lui l’ha afferrata urlando “sei mia, non puoi scappare! Se scappi ti ammazzo con il cacciavite” e l’ha tirata nella sua auto. Poi l’ha portata a casa sua e, dopo un approccio sessuale fallito, l’ha chiusa dentro tenendola imprigionata per 12 ore. La donna ha denunciato di essere stata continuamente percossa con pugni e calci durante il sequestro, alzata da terra per i capelli; il 52enne le ha sbattuto la testa contro la testata del letto e ha tentato più volte di soffocarla con una coperta. Alla sera, non avendo più forze, l’ha sbattuta fuori casa; la donna è scesa dalle scale e si è imbattuta in un passante che l’ha portata in ospedale dove le sono stati riscontrati evidenti segni di maltrattamento.

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