L’invito funziona, a Salerno la pizza “pascalina” si farà

Scritto da , 5 ottobre 2018
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Vittorio Cicalese

Dopo l’appello lanciato dal nostro quotidiano, tanti pizzaioli salernitani si sono interessati al progetto dell’Istituto “Pascale”, che si mobiliterà sull’intera provincia Sembrava un appello provocatorio fine a sé stesso, invece si è rivelato un elemento di forte discussione che ha allertato la sensibilità di tanti artigiani professionisti del patrimonio dell’Unesco, la pizza, da qualche mese ipotizzabile anche nella versione inserita nella piramide alimentare “pascalina” che consente alla dieta mediterranea, altro patrimonio Unesco, di fare cerchio su un tema di fondamentale importanza quale la prevenzione delle patologie tumorali. In particolare il nostro appello, per chi “colpevolmente” non avesse saputo cosa è accaduto ieri, voleva provocare una reazione nei pizzaioli salernitani che non avevano ancora dato alcun riscontro al progetto dell’Istituto “Pascale”, eccellenza assoluta nei campi della ricerca e della cura di patologie tumorali, di inserire nei menu la “pizza pascalina” che contiene all’interno prodotti tipici del nostro territorio e ha le caratteristiche necessarie per una potenziale riduzione del rischio di malattie cardiovascolari e di alcuni tipi di tumori dell’apparato digestivo, incluso il tumore al colon e delle vie respiratorie superiori. Un progetto davvero niente male, se pensiamo al fatto che anche i produttori locali ne trarrebbero beneficio ritrovandosi coinvolti direttamente con i loro ingredienti, fondamentali affinché la pizza pascalina possa definirsi tale. Dopo il nostro articolo tanti pizzaioli si sono attivati per dare riscontro al nostro appello, ed è per questo che sarà possibile organizzare una rete di professionisti della pizza made in Salerno che saranno direttamente coinvolti in un incontro pubblico che darà la possibilità all’Istituto “Pascale” di spiegare i dettagli del progetto ambizioso e “gustoso” della pizza pascalina. Finora è stato possibile ottenere i riscontri di diverse pizzerie di Salerno città e dei comuni immediatamente adiacenti al territorio cittadino, ma non è da escludersi che anche altre pizzerie del territorio possano integrarsi in questo importante progetto, dando vita ad un percorso di sensibilizzazione e ricerca del gusto locale nella più classica delle pietanze da mangiare fuori casa, la pizza. Proprio per questo il Direttore Generale dell’Istituto “Pascale”, il dottor Attilio Bianchi, sollecitato dalla nostra iniziativa che ha ricevuto il suo plauso e sostegno, ha voluto assicurare la propria volontà di partecipare attivamente alle iniziative che Cronache metterà in atto per la divulgazione del progetto sul territorio cittadino e provinciale, nel tentativo di informare adeguatamente i pizzaioli prima e la cittadinanza poi, per mezzo di incontri ufficiali che vedranno il coinvolgimento diretto di personalità di spicco del mondo scientifico e dei protagonisti principali del progetto. Al fine di evitare inutili “spot”, evitiamo al momento di fornire i dettagli sulle adesioni agli incontri illustrativi, che si spera potranno essere propedeutici per consentire alle pizzerie di realizzare la “pizza pascalina”. Siamo però certi di una cosa: come ogni battaglia partita da queste pagine, ne saprete di più giorno dopo giorno. Intanto un atto è dovuto, per cui saranno felici le cinque pizzerie che finora hanno aderito sull’intero territorio salernitano: visitando il sito internet www.pizzapascalina.it sarà possibile visualizzare sia la lista delle pizzerie aderenti sia la loro geolocalizzazione sulla mappa appositamente creata. Così facendo, finché non si potrà gustarla anche in città o nel vostro comune di residenza, potrete eventualmente informarvi su quali pizzerie hanno già inserito nel menu questa interessante variante, tra l’altro adatta a chiunque poiché nutriente ma leggera e anche “vegan”.

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