Letta e Vaccaro, candidature blindate

Scritto da , 15 Gennaio 2013
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La candidatura di Letta pare sia blindata. Così come quella di Guglielmo Vaccaro a Napoli. L’unico aggiustamento in casa Pd riguarderebbe la posizione di Nicola Caputo, consigliere regionale finito sotto inchiesta, candidato nella circoscrizione Campania 2. Ma il caso, sembra che sia ancora all’esame della direzione nazionale. Per il resto l’area Letta (compreso Enrico) resta ben solida in Campania. Nonostante le vibranti proteste del sindaco di Salerno Vincenzo De Luca che negli ultimi giorni, proprio all’indomani della presentazione delle liste Pd, avrebbe rotto anche l’idillio con Bersani, fino a ieri elogiato a destra e manca, dietro il profumo di un bel ministero.
Ma ora dietro lo schiaffo ricevuto di ben tre candidati “fuori controllo” (a parte Letta, ci sono Vaccaro e la sopresa Saggese), l’area De Luca si sarebbe risentita a tal punto che il segretario provinciale Nicola Landolfi avrebbe lanciato anche l’allarme più estremo: «Se non si rivisiteranno le liste, sarà una campagna elettorale difficile». Almeno questo il pensiero in sintesi del segretario del Pd salernitano.
Ma a quanto pare tutto resterà così come è. Tra l’altro è in arrivo una nota di sostegno ad Enrico Letta ed è firmata dai coordinatori provinciali. Di sicuro da quelli di Caserta, Avellino e Benevento. Non si sa (ma si pensa di no) di Nicola Landolfi che dalla sua parte ha salvato solo Epifani, escludendolo dalla lista dei paracadutati, dimenticandosi che anche l’ex segretario nazionale della Cgil non ha partecipato alle parlamentarie.
Tra breve, tra l’altro, proprio Letta (che è vicesegretario nazionale del Pd) dovrebbe avviare il suo tour salernitano e dovrebbe essere accompagnato da Vincenzo Pedace, segretario provinciale dei Gd.
In attesa di conoscere le sorti di Caputo, la campagna elettorale pare si stia mettendo in moto, anche se i calcoli degli eletti ancora non tornano. Soprattutto quelli che hanno partecipato alle primarie e che all’indomani dei risultati si erano già visti parlamentari e che hanno dovuto ricredersi quando la direzione nazionale ci ha messo mano. Candidando, per esempio, il 90enne Sergio Zavoli al Senato. Succede anche questo. Altro che rottamatori.

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