L’estate rovente del blues: un canto o uno stato d’animo?

Tre gli appuntamenti del Campania Blues all’Arena del Mare di Salerno ospiti del cartellone musicale del Premio Charlot

 

“Ho sempre i soliti vecchi blues, ogni notte e ogni giorno/ho bisogno di qualcuno che mi aiuti a cacciarli via”

Charlot ha il blues negli occhi, è il suo fascino segreto. Il blues è una musica vissuta, scaturita dall’esperienza diretta della popolazione nera degli Stati Uniti d’America, ne è considerata per antonomasia la voce e l’identità culturale. Nel corso del Novecento ha saputo adattarsi ai tempi e sintonizzarsi con le influenze esterne, diventando la forma più influente e paradigmatica di canzone popolare. Dal 17 al 19 luglio ritorna in quell’Arena del Mare che ospitò uno dei suoi massimi esponenti, l’indimenticato B.B.King. La tre giorni di grande musica, il Campania Blues, sarà ospite del cartellone del Premio Charlot, con tre moderni eredi di questo genere che racconta la verità. I blues raccontano una storia compiuta, una storia magari cruda, ma pertinente all’esistenza materiale del cantante e del suo pubblico. Il racconto attinge ad allegorie, eufemismi e metafore e, all’intero lessico del patrimonio plurigenerazionale della comunità nera. E’, al tempo stesso la vita reale di una popolazione e la sua rappresentazione nella fantasia del singolo; libero sguardo individuale gettato sull’umore collettivo, che porta il blues ad essere quasi, invariabilmente, cantato in prima persona. Dal 17 al 19 luglio l’Arena del Mare ospita la XI edizione della rassegna diretta da Domenico Spena, organizzata dall’associazione Genius Loci con il sostegno della Ragione Campania, del Comune di Salerno, dell’ Autorità Portuale di Salerno e di Scabec, in collaborazione con il Premio Charlot. Tre headliner per altrettante serate a ingresso gratuito all’insegna delle contaminazioni migranti, come recita il sottotitolo di questa edizione: RANDOLPH MATTHEWS (UK – 17 luglio ore 22.30), LURRIE BELL’S CHICAGO BLUES EXPLOSION (USA – 18 luglio ore 22) e RUTHIE FOSTER (USA – 19 luglio ore 22). Oltre ai concerti in programma anche incontri, presentazioni di libri e musica itinerante per le vie salernitane. Ad inaugurare il Campania Blues sarà, il 17 luglio Randolph Matthews, che verrà a presentare il suo ultimo album “Afro Blues Project”, in cui conduce un viaggio alle radici del Blues ispirato da Jimi Hendrix, Muddy Waters, Leadbelly e Ali Farka Tourè, insieme al chitarrista Alessandro Diaferio e al batterista Pablo Leoni. L’eclettico cantante, compositore, performer e produttore musicale è un vero specialista della beatbox. Ha attraversato diverse forme creative d’arte, registrato dodici album di musica originale e fatto tournée in tutto il mondo sperimentando diversi generi, dalla World Music fino alla Contemporanea. È membro attivo della SGI-UK, che mira a promuovere la pace attraverso l’arte, la cultura e l’educazione. Attraverso l’uso della voce e della più fine tecnologia, Mattehws è latore di un’esperienza unica che immerge l’audience in un mondo musicale profondo e ricco di suoni. Il Randolph Matthews Afro Blues Project è uno spettacolo ispirante e coinvolgente per il suo approccio umoristico e partecipativo che mescola le radici afro-caraibiche di Randolph in un intenso viaggio emozionale attraverso i suoni del Blues, spazi aperti e universi paralleli, una vera occasione per l’audience di essere coinvolto in una danza della spontaneità vocale, percussiva e di musica libera. In programma (domenica 17 luglio), anche la semifinale nazionale dell’Italian Blues Challenge, contest organizzato da Italian Blues Union – l’associazione nazionale di promozione del blues – che sceglierà l’artista che rappresenterà l’Italia al prossimo European Blues Challenge 2017 in Danimarca. In lizza per un posto all’evento di Horsens, i River Blonde, duo formato da Stefano Tavernese (voce, chitarre elettriche, acustiche e resofoniche, strumenti a corde) e Guit-Armando Serafini (percussioni, chitarra), The Moonshiners Duo – ovvero Dani Blues alla chitarra e armonica e Irene Forcillo, aka Miss Wood, voce e chitarra – e Cultural Boo Team – quintetto guidato dalla vocalist Simona Boo, con Toto Harp Costiagliola (armonica), Patrizio Catalano (batteria), Mario Sagliocchi (chitarra) e Danilo Virglio (basso). Il 18 luglio ribalta per una vera leggenda del blues, Lurrie Bell & The Chicago Blues Explosion, con il leader, naturalmente alla voce e alla chitarra, Roosevelt Porifoy alle tastiere, Melvin Smith al basso e Willie Hayes alla batteria, che proporrà al pubblico salernitano il suo ultimo progetto “Blues in my soul”. Splendida voce da basso bariton, donerà un saggio del blues classico, la cui peculiarità sarà nella difficoltà della riproduzione: il suo blues è unico, solo lui sa come fare per rendere una canzone una vera opera d’arte, le sue linee melodiche e armoniche pungenti e liriche si ammantano di pura emozione su di un gioco vocale intensamente personale. La band che lo accompagna sarà come una dolce ombra di velluto che andrà a completare l’abbagliante virtuosismo della sei corde di Bell, in modo intuitivo e senza mai dominare, migliorando la sensazione e il ritmo della canzone. Figlio del leggendario armonicista Carey Bell. Cresciuto in un ambiente dove la musica era letteralmente di casa, imbraccia la sua prima chitarra a 8 anni e ancora minorenne inizia una strabiliante carriera live al fianco di Willie Dixon. Nel 1977 è stato tra i fondatori dei The Sons of the Blues e l’anno seguente ha iniziato un lungo periodo da turnista con la Koko Taylor’s Band. Sideman di lusso, nella sua lunga carriera ha registrato più di 70 dischi con numerosi artisti della scena blues statunitense. Dopo aver inciso diversi dischi con le più prestigiose case discografiche del genere, come la Alligator Records, ha fondato la propria etichetta, la Aria B.G. Records, sotto la quale ha pubblicato i suoi ultimi lavori. Recentemente, ha ottenuto la definitiva consacrazione con il prestigioso premio come canzone dell’anno per “Blues my soul” ai Blues Music Awards del 2014 e l’anno successivo, allo stesso contest, si è portato a casa il titolo di “Traditional Blues Male Artist’s”. Ad aprire i live del 18 e 19 luglio alle 21 saranno rispettivamente i True Blues – quartetto nato nel 2003 dall’incontro tra l’armonicista Max Furio e il bassista Stefano Piccirillo. Gran finale il 19 luglio con Ruthie Foster, la quale si presenterà all’Arena del Mare con Samantha Banks alla batteria, Tanya Richardson al basso e Hadden Binion alla chitarra. Ruthie Foster è una eccellente cantante afro-americana cresciuta in una piccola cittadina a sud est di Waco, Texas che si è messa in mostra per una grandissima verve e per un sound prevalentemente acustico influenzato da folk, gospel, blues e soul. Paragonata più volte a grandi vocalist del passato come Ella Fitzgerald e Aretha Franklin Ruthie Foster rappresenta al meglio il lato più “nero” della attuale Texas Music. Nelle sue esibizioni ci fa assaporare le sue doti di performer sul palco, sicuramente il luogo dove meglio può “liberare” le sue potenzialità vocali. Il suo repertorio é particolarmente ampio come influenze, ma su tutto resta la sua voce, potente ma al tempo stesso melodiosa, ricca di mille sfumature e di una amplissima gamma di toni, capace da sola di reinventare la trascendenza del gospel legandola al folk blues, solo accompagnando il suo canto, potente e viscerale, con una chitarra acustica. Farà conoscere a Salerno il suo ultimo album, “The Truth according to Ruthie Foster”, subito nominato ai Grammy Awards, un progetto sorprendente per la sua intensità e per la timbrica dei suoni curati in ogni dettaglio. La serata sarà inaugurata dalla formazione emergente 100% Bluez, trio guidato da Davide Lipari che presenta l’ultimo album, “Bloodshot”. Tra i momenti di approfondimento del Campania Blues Festival 2016, in programma anche la presentazione dei libri di Anselmo Botte, “Mannaggia la miserìa” (Ediesse) e Roberto Castelli, “La storia del Blues” (Hoepli). Tutti i giorni, inoltre, dalle 17 alle 20 la Street Blues Jam animerà le strade cittadine – da corso Vittorio Emanuele al centro storico di Salerno – con concerti itineranti, nel solco della tradizione delle festose marching brass band di New Orleans.