L’estate dei giovani commercialisti

Scritto da , 25 Luglio 2013
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Oltre seicento persone hanno partecipato alla tradizionale “Festa dell’Estate” organizzata dal Consiglio Direttivo dell’Unione Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Salerno (Ugdcec), presieduto dal dottor Sergio Cairone, che si è svolta sulla storica e suggestiva terrazza panoramica del “Forte La Carnale”, dalla quale svetta la cinquecentesca torre merlata che, illuminata da una stupenda luna piena, ha fatto da sfondo ad una magica serata dove protagonista è stata la coinvolgente musica dal vivo, eseguita dalla “Skizzekea Band”, ma soprattutto l‘amicizia tra i tanti giovani professionisti salernitani, (commercialisti, avvocati, medici), che si sono incontrati davanti a un ricco buffet, dove, sorseggiando un buon vino dal sapore antico, si sono raccontati le loro esperienze lavorative e i loro progetti di vita, approfondendo legami che vanno al di là del proprio ambito lavorativo. Ad accogliere i tanti invitati, oltre al presidente Cairone, vi erano tutti i componenti del Consiglio direttivo: il vice presidente, Agostino Soave; il segretario, Carlo De Luca; il tesoriere, Alfonso Maria Gaeta; i consiglieri Giuseppe Arleo e Pierluigi Chiarito, il responsabile delle attività formative, Antonio De Lucia e il rappresentante dei praticanti, Ivan Maiorano. «In questo caldo periodo professionale in cui bilanci, dichiarazioni dei redditi, accertamenti esecutivi, contenziosi, e quant’altro, sembrano prendere il sopravvento, ci siamo concessi una serata di sano divertimento per dare il benvenuto all’estate», ha spiegato il simpatico presidente Sergio Cairone che ha avviato i festeggiamenti e tagliato la grande torta al cioccolato con crema chantilly, sulla quale campeggiava il logo dell’associazione di giovani commercialisti: il labirinto di Cnosso , circoscritto e infinito, dove l’uomo tenta di trovare la retta via. «Rappresenta il ragionamento, la ricerca e l’innovazione. Noi siamo il filo di Arianna che consente di uscire fuori dal labirinto. Un filo però, il nostro, che non si spezza», ha precisato sorridendo il dottor Cairone.
Aniello Palumbo

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