Lello Arena rilegge “Parenti Serpenti”

Scritto da , 30 Marzo 2019
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Week end al Teatro delle Arti con lo spettacolo diretto da Luciano Melchionna e “il diavolo che passa pa’ a casa” nelle feste di Natale

Di OLGA CHIEFFI

“Parenti serpenti” è un film di Mario Monicelli datato1992, titolo amatissimo dal pubblico di ogni età. Alla base di quel lavoro c’era una commedia di Carmine Amoroso, la stessa che nel week-end vedremo sul palcoscenico del Teatro delle Arti, oggi alle ore 21, e domenica in pomeridiana, alle ore 18,30, adottata dal napoletano Ente Teatro Cronaca per uno spettacolo diretto da Luciano Melchionna e interpretato, fra gli altri, da Lello Arena e Giorgia Trasselli, rispettivamente Saverio e Trieste, ossia il patriarca e la matriarca di una famiglia dispersa e carognesca, che fa crollare una volta per sempre il mito retorico di “la famiglia non si tocca”. A differenza del film, dove è uno dei nipoti di Saverio e Trieste a narrare il racconto, attraverso un tema assegnatogli a scuola, è qui lo stesso nonno, Lello Arena, ad iniziarci alla vicenda, uscendo spesso dal contesto rappresentativo per diventare narratore poetico e sensibile. I nipoti, infatti, non sono presenti fisicamente, ma la loro assenza è, comunque, spiegata e non altera la sceneggiatura di Carmine Amoroso, che a teatro vede solo qualche piccolo particolare attualizzato. Gli anziani coniugi sono un po’ dispiaciuti nel non vedere i nipoti riuniti intorno alla tavola delle feste, essendo i loro quattro figli tutti distanti dalla casa dove sono cresciuti e dove tanti sono i ricordi. Saverio (Lello Arena), amante delle tradizioni e con qualche problema di memoria per via dell’età, attende proprio loro per addobbare l’albero, mentre Trieste (Giorgia Trasselli), da brava donna di casa, è alle prese con la cucina, per far felice tutta la famiglia riunita per la vigilia di Natale. Con le varie valigie giungono così Milena (Marika De Chiara), vedova depressa, Lina (Serena Pisa) con la sua colite cronica e il marito Michele (Raffaele Ausiello), Alessandro (Andrea de Goyzueta) insieme alla moglie snob Gina (Carla Ferraro) e Alfredo (Fabrizio Vona), il celibe di casa in grado di rallegrare tutti imitando le gemelle Kessler e cantando le canzoni di Mina. La nostalgia e le incomprensioni non tardano a velare ore scandite tra scambi di regali e messe in cui pregare, ma gli equilibri si rompono quando Trieste annuncia ai figli la volontà di non voler più stare da sola con l’anziano marito e di voler condividere la vecchiaia con uno dei suoi quattro figli a scelta, al quale andrebbe metà della pensione e la casa. Nessuno si sente pronto per una tale responsabilità e la soluzione arriva mettendo a segno un piano diabolico, ascoltando una notizia data durante un telegiornale. Gli anziani genitori non indicano chi dei quattro dovrà ospitarli: saranno loro stessi a sceglierlo di comune accordo. E’ così che la finta pace familiare tra i fratelli si manifesta ben presto per ciò che è. La realtà svela, infatti, tutte le ipocrisie che fino a quel momento erano rimaste nascoste, evidenziando contrasti e litigi che finiranno per portare a un macabro coalizzarsi dei quattro figli contro i poveri genitori, che saranno gli unici inconsapevolmente a soccombere della cattiveria delle creature che li hanno generati.

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