L’editoriale / Mille

di Erika Noschese

Dimmi se sei candidato stasera/Vuoi risolvere un problema/E va bene così, ma oltre te ce ne son mille.
Orietta Berti probabilmente ha ancora nei suoi ricordi l’esperienza della Notte Bianca di Salerno, poiché con la sua ultima hit ha indovinato il numero di aspiranti candidati al consiglio comunale che questa tornata di Amministrative regalerà al comune capoluogo. Ben mille, per ora, i candidati che risulterebbero potenzialmente in corsa per un posto a Palazzo Guerra tra l’indecisione sulle liste, sui programmi, sugli accordi e sui bacini di appartenenza dei voti. Una situazione che non accennerà a migliorare col tempo, se si tiene in considerazione l’espansione della più grande piaga della politica locale e italiana. Si tende a riempire i tavoli con ospiti (e candidati, appunto) per ovviare alla mancanza di uditori: tutti conoscono tutti, ognuno ha un incredibile bacino di conoscenze, voti, agganci, favori da reclamare e nonostante ciò Salerno vive una corsa alle Amministrative 2021 che ha tutti i presupposti per essere paragonata a una raccolta punti del supermercato. Più candidati accumuli, più liste fai; più liste fai, più probabilità hai di vincere (secondo l’ignota logica dei grandi numeri dei candidati e non dei votanti).
Forse il vero problema è proprio questo: la politica ha perso il suo valore quando si è pensato che potessero farla tutti. Nulla contro nessuno dei candidati sindaco o consiglieri, assolutamente: va sicuramente fatto un ragionamento sul perché ci sia così poca voglia di partecipazione, attestata anche quando la partecipazione sembrava fosse il fiore all’occhiello di realtà programmatiche e politiche con tanta parola e poco… coraggio, che si certifica nella necessità di avere tantissimi corridori per una maratona assolutamente non olimpica. Talvolta corridori con già troppi km a curriculum, che sicuramente sperano in una marcia non agonistica per non scadere nella classica brutta figura.
Da un lato abbiamo personalità giovani che rivendicano la propria volontà di “metterci la faccia”, dall’altro consiglieri uscenti e politici di lungo corso che recriminano la mancanza di spazi e che vorranno a tutti i costi conquistare uno scranno con vista panoramica anziché uno che affacci sull’interno del quarto piano. Questa sfida porta a una sola domanda, da rivolgere ai candidati sindaco soprattutto: se è vero che ci crede così tanta gente nel vostro operato, perché non ottimizzare le squadre rendendo più realistica la competizione? Perché mille candidati per 32 slot in consiglio comunale, come se le Amministrative fossero un concorsone? Con la differenza che chi vincerà dovrà gestire la cosa pubblica del proprio Comune, non di certo briciole.
E va bene così, ma poi ce ne restano mille.