L’eco della memoria sulle ali della poesia

Scritto da , 26 marzo 2018
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Serata emozionale nella biblioteca del Liceo Classico De Sanctis di Salerno in onore di Marco Amendolara

Di AMBRA DE CLEMENTE

L’opera poetica di Marco Amendolara è stata consegnata agli studenti del Liceo Classico “Francesco De Sanctis” di Salerno, ed è “ritornata” a noi rinvigorita, amplificata, amata, attraverso il sentire diverso e fresco dei ragazzi che hanno attivamente partecipato al progetto “Biblioteca Innovativa”, che vede vivere lo spazio dedicato al nume tutelare il docente di storia e filosofia Michelantonio Sena, grazie all’ideatore di questi incontri, il docente Dario Ianneci, coadiuvato dal punto di vista artistico dalla collega Mimma Virtuoso e con loro, Annamaria Adinolfi, coordinatrice dei più giovani, Stefania Stridacchio, con i liceali delle ultime classi, nonché splendida interprete della docente integerrima e carismatica di latino e greco, Angela Rocciola, anima musicale e coreutica, che ha affidato la colonna sonora dell’intera serata alla talentuosa pianista Anita Coraggio e Antonella Valitutti, in veste di regista dei diversi interventi di recitazione dei versi, nonché lei stessa attrice per il sigillo della serata nel segno della poesia del poeta salernitano. La serata è nata dalla sinergia del liceo guidato dal dirigente Alessandro Turchi, accogliente e compreso padrone di casa, con l’Associazione Marco Amendolara, che ha inteso iniziare proprio dal prestigioso istituto cittadino le celebrazioni del decennale della scomparsa dell’intellettuale, presieduta da Alfredo Nicastri, il quale nell’intervento d’apertura ha schizzato la figura di Amendolara e la sua opera, spaziante dalle arti visive, al cinema, dal fumetto, alle lingue antiche, al giallo, alla critica d’arte, lanciando il messaggio ai giovani di vivere a pieno la vita, ponendosi in perenne ascolto del mondo, non tralasciando mai la ricerca. L’evento ha preso il via sorprendentemente nell’androne dell’istituto, con una artistica accoglienza. Lì, il verso di Marco è stato analizzato, smembrato, digerito e “ri-donato”: con la poesia dedicata a Marcello, l’Amico, ad esempio, è stato creata un’animazione, prima in translucido, quindi su computer, la cena offerta a Fabullo, oggetto del Carme XIII di Catullo è stata imbandita, a disposizione dei visitatori, con tanto di biscotti, biscotti con miele e marmellata, tra profumi, luci, la storia di Crazy Kat, il topo e il mattone è rivissuta in una raffinata china del laboratorio artistico della scuola, graziose pergamene con i versi di Marco sono state donate dagli allievi, “giocando” con le parole, i colori e i suoni: in una avvolgente atmosfera sinestetica, simbolica, onirica, allusiva, capace di spingere a interpretazioni sempre nuove della poesia di Amendolara. Quindi, la reunion in una biblioteca affollatissima, nei suoi due piani, dove gli studenti hanno immaginato il poeta, loro coetaneo, tra i banchi del liceo, approcciare i classici latini. Così, Catullo, Orazio e Virgilio, sono stati in primo luogo recitati dalla severissima docente Stefania Stridacchio, che ci ha fatto godere del ritmo latino, poi tradotti dai liceali, quindi la voce di Massimo Barba che ha impersonato Marco, ha evocato le traduzioni poetiche di Amendolara, prima del confronto tecnico tra la traduzione comune, letterale e quella libera del poeta, curato dagli studenti. Quindi, la ribalta è stata lasciata ai “ginnasiali”, i più giovani, i quali hanno proposto un florilegio di versi di Marco, impressi su delle ali, una confessione del proprio amore per la poesia, della propria libertà nell’essere alla continua ricerca d’emozione e di sentimento puro, di vita vera, di battiti vissuti lungo le pagine d’un sogno, tra le infinite righe d’un silenzioso volo d’ali.

 

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