Le giostrine del Lungomare

Scritto da , 8 Novembre 2021
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di Alfonso Angrisani

Questa volta torniamo bambini, come un incantesimo, saremo catapultati nella Salerno degli anni ottanta. La descrizione indosserà l’abito del racconto, attraverso questa modalità, si entrerà in un modo più diretto, in contatto con nostro lettore. La nostra città è ancora scossa per il vile attentato che si è consumato nell’estate 1982, a pochi passi dal lungomare dove si immolarono due agenti della Polizia di Stato, ed un caporale dell’esercito. Al Quirinale siede Sandro Pertini , il più grande presidente della Repubblica di tutti i tempi. A palazzo Guerra, il primo cittadino è un giovane under40, di professione docente, di fede democristiana, il Professore Aniello Salzano, che viene identificato dai Mass media come il “Sindaco del Seggiolone”. Le massaie salernitane, seguono una trasmissione televisiva, condotta dalla straordinaria Raffaele Carrà, che di chiama “Pronto Raffaella”, che va in onda dal lunedì al venerdì, ogni mattina, sulle frequenze di Rai Uno, sono gli anni dei Puffi, dei film di Tomas Milian, (un genere poliziesco dalle sfumature comiche, con alcune scene surreali, che vede come protagonista un poliziotto borgataro). In quegli anni scoppia il caso Tortora che sconvolse il paese (alcuni magistrati della procura di Napoli, senza dare riscontro ad elementi oggettivi, e soprattutto senza ricostruire i fatti, si cimentano ad ascoltare una serie di fantasie, che vengono raccontate da personaggi nausebondi, criminali pluripregiidicati, i quali agendo per una serie di finalità personali, emettono una serie di racconti fantasiosi; risultanti contradditori ed infondati, dalla sommatoria degli stessi, esce fuori un vero e proprio collage, di date, fatti e discordanze, che veniva utilizzato, come fascicolo d’ufficio, per il procedimento penale, che vedeva imputato il presentatore genovese ). Una triste storia , che ha segnato il cattivo funzionamento della repubblica italiana. “E ‘ un bellissimo pomeriggio di fine ottobre, il sole delicato e tenero, invita i tanti salernitani a passeggiare presso lungomare Marconi, sulla spiaggia, è possibile trovare ancora qualche bagnante che armato di stuoia e di costume, farà la tintarella d’ autunno. Nonno Vittorio classe 1918 abita nel Palazzo Cascavilla, dopo aver pranzato, accompagnerà i suoi nipotini. Antonio, Claudio e Vincenzo rispettivamente di nove, sei e quattro anni, alle giostre. Sono le tre in punto, l’ arzillo pensionato, tenendo stretti i suoi nipotini, raggiungerà le giostrine, che di trovano a pochi passi dalla spiaggia di Pastena, nei pressi dell’autostazione Esso, di fronte all’ ex Ospedale di Pastena. Le giostrine, per i bambini cresciuti negli anni ottanta, rappresentano un luogo fantastico, negli occhi dei quarantenni salernitani, lampeggiano ancora le luci, mentre, il suono dei pulsanti delle motorette e delle navicelle spaziali, echeggiano ancora nelle nostre orecchie. Le giostrine di Pastena, erano costituite da due strutture di vetro (una pista con le macchinine autoscontro, l’altra invece una giostra grande con navicelle spaziali, motorette, cavalli, e poi vi era una pista scoperta per le motorette). Nonno Vittorio, assieme ai suoi bambini si recherà alla giostra centrale, era una struttura mobile che ruotava su se stessa, attraverso un movimento circolare, al centro della stessa, vi era un missile con tanti specchi. Le navicelle spaziali che si appoggiavano al Missile, si alzavano di poche centinaia di centimetri durante la manovra, inoltre vi erano macchinine, cavalli, motorette, un camioncino ed una carrozza. La corsa durava alcuni minuti, durante la marcia i bambini si divertivano, era una festa collettiva per grandi e per piccini le grida di gioia dei bambini, si confondevano con le risate dei nonni ,il rumore della giostra in movimento, il suono delle motorette, la campanella, davano vita, al quel dolce trambusto di suoni e di rumori, che ci fa toccare le corde della nostra vita. Il titolare era il signor Virgilio De Marco, il nonno di intere generazioni di bambini, una persona dolce e gentile, che spesso e volentieri omaggiava corse a famiglie bisognose. Tornando ai nostri protagonisti del racconto, dopo una serie di giri, Nonno Vittorio e i suoi nipotini, colmi di felicità torneranno a casa”. La presente storia è una bellissima pagina di molte famiglie della zona Orientale, putroppo la giostra non c’è più, ma nessuno potrà mai cancellare quelle bellissime serate, e soprattutto nessuno potrà rimuovere il dolce e tenero sguardo del Caro Nonno Virgilio, uno dei tanti personaggi buoni della Salerno andata, con la sua educazione, con il suo modo gentile e con il suo gran cuore, rimane nel l ricordo di tantissimi salernitani.

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