L’avvocato Clara Labano racconta le peripezie giudiziarie del suo assistito Memoli per la Banca Etrusca

Scritto da , 25 aprile 2016
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Assolto in Appello da tutte le accuse Salvatore Memoli , ex presidente di Banca Etrusca. “ E’ proprio il caso di dire Giustizia finalmente è fatta. Un verdetto che ci aspettavamo fin dal primo grado.” così l’avvocato Clara Labano, difensore di fiducia di Salvatore Memoli :“ un processo che inizia oltre venti anni fa, e che si fonda su un’ispezione parziale, da parte degli ispettori della banca d’Italia che all’epoca ebbero ad eccepire che la resa delle scritture contabili della Banca Etrusca fosse incongruente rispetto alla reale situazione finanziaria, da lì poi le accuse di bancarotta a vario titolo rivolte a tutto il c.d.a. ed al presidente” . “Ci è voluto un lavoro immane di ricostruzione documentale , che abbiamo svolto in team con gli altri avvocati difensori Carmine Giovine, Mariano Salvio, Guglielmo Scarlato e Antonio Ciliberti , per dimostrare l’infondatezza delle accuse ed in generale tutta la vicenda processuale è stata una china assai ardua da risalire, tuttavia io, insieme con i colleghi, non abbiamo mai smesso di lottare per far emergere la verità, neanche quando in primo grado incassammo una sentenza di condanna che ad oggi sembra ancora più inverosimile.” La corte d’appello, ben comprendendo il lavoro fatto da noi difensori, oggi ribalta la sentenza di primo grado, proclamando l’innocenza di Salvatore Memoli , il quale durante tutto il corso del processo ha sempre tenuto un comportamento processuale impeccabile , presentandosi alle udienze e restando sempre collaborativo e disponibile nei confronti dell’autorità giudiziaria, sin da quando ricevuta la notizia delle indagini a suo carico rientrò tempestivamente in Italia dall’ estero dove si trovava in vacanza. Una sentenza quella della corte d’Appello che restituisce dignità non solo a Salvatore Memoli, il quale in questi giorni a mezzo facebook ha fatto sapere d’essere commosso per la pronuncia di giustizia a suo favore, ma anche a tutti coloro i quali credettero nel progetto di Banca Etrusca. Un verdetto, che dice molto più di quanto sembra perché la storia di Banca Etrusca è la storia di un’impresa meridionale che legittimamente cercava di decollare ma che invece venne stroncata nella culla da un’ispezione i cui risvolti devastanti oggi sono più che mai evidenti. Come racconta l’avvocato Labano :“Nel dicembre 94 una circolare della banca d’Italia vietava alle casse di mutualità di raccogliere credito, mettendo chi gestiva quegli istituti con le spalle al muro, l’unica possibilità era quella di potersi trasformare in una banca ma solo in presenza di determinati requisiti, in presenza dei quali poteva essere avanzata la richiesta di trasformazione, la stessa circolare prevedeva un termine breve di nove mesi, entro il quale gli ispettori della Banca d’ Italia dovevano eseguire i controlli proprio al fine di dare ulteriore riscontro positivo alla richiesta di trasformazione , ma i controlli arrivarono in ritardo e l’istituto di credito cooperativo che sarebbe poi diventato banca Etrusca ricevette l’autorizzazione ben oltre un anno dopo, partendo in questo modo svantaggiata sul nascere.” “Basta pensare ad un’entità giuridica che parte senza la possibilità di finanziarsi per oltre un anno e per lo stesso periodo deve comunque far fronte ai costi d’impresa, nonostante questo Banca Etrusca ce la fece e provò a decollare ma venne subito bloccata da quell’ispezione catastrofica.” “ Oggi il sorriso a seguito della pronuncia della corte d’appello, ma l’amaro in bocca resta per un’impresa quale era Banca Etrusca che meritava di più come di più meritavano i sacrifici di quanti lottarono e ci credettero e che solo oggi dopo oltre venti anni vedono restituita la dignità ai loro sforzi.”

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