L’attacco dell’avvocato Sarno: “Il Dg del Ruggi deve decidere di dimettersi”

Scritto da , 29 Novembre 2020
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di Erika Noschese

“Al direttore generale dell’azienda ospedaliera universitaria Ruggi d’Aragona Vincenzo D’Amato chiedo sulla base delle mancate risposte, della incompatibilità se non sia arrivato il tempo di rassegnare le proprie dimissioni”. L’avvocato Michele Sarno, candidato sindaco della città di Salerno, ha deciso di rispedire al mittente la provocazione lanciata dell’Aou Ruggi d’Aragona di Salerno Vincenzo D’Amato, che ha replicato alla nota dove si rappresentavano delle osservazioni in merito alla situazione sanitaria legata al Covid-19 in Campania e nella città di Salerno.
Avvocato, le sue dichiarazioni circa la sanità locale hanno suscitato l’ira del direttore generale dell’azienda ospedaliera universitaria Ruggi d’Aragona. Cosa risponde?
“Io sono rimasto amareggiato anche perché il direttore generale, nella sua risposta, ha dimostrato di non aver letto con attenzione quanto da me detto e scritto e ha spostato, spero per disattenzione e non volontariamente, l’attenzione su quanto da me evidenziato, tema dettato dalla difficoltà che stiamo vivendo e voler avere le notizie per comprendere quello che sta accadendo, come. Credo che in un Paese democratico sia la legittima aspirazione di qualsiasi cittadino. E la cosa che mi ha amareggiato è quando, anziché rispondere su questi temi, si diversifica la risposta e non si tiene conto che il mio grido d’allarme era proprio a favore dei veri eroi della pandemia: medici, infermieri, socio sanitari, operatori sanitari; tutti coloro i quali mettono a repentaglio il bene supremo, la loro vita, per prestare assistenza in condizioni di grande difficoltà e, stando a quanto mi viene detto, con turni che esuberano quelli ordinari”.
I medici e gli infermieri sono le categorie più colpite. Al Ruggi chiudono i reparti a causa del numero elevato dei contagi…
“E’ proprio questo ciò che avrei voluto dire. Anziché dare una risposta che si qualifica da sé; anche perché vorrei dire al direttore generale di non provarci con me: non conosce la mia storia, non sono un politico politicante che prende incarichi dalla politica, io non ne ho mai avuti. E guarda caso non brilla neanche per originalità perché utilizza una terminologia politico politicante che è quella del nostro governatore. Sarà una dichiarazione indotta? Per conto terzi? Rispetto a questo, vorrei dire che c’è una denuncia non dell’avvocato Sarno, da parte del responsabile provinciale della Cisl Pietro Antonacchio sulla situazione attuale al reparto di ginecologia al quale dobbiamo dire grazie, da cittadini. Sicuramente non potranno dire che Antonacchio è legato all’avvocato Michele Sarno sia per formazione ideologica sia per i rapporti in un ambito specifico. Lo stesso Antonacchio avrebbe fatto molte istanze, alle quali non è stata data risposta, nonostante le sollecitazioni e, improvvisamente, solo perché chiedo un’operazione verità e ci si sveglia dal letargo. Bisognava dire ai cittadini ciò che realmente sta accadendo. Hanno decretato che la Regione Campania è ancora zona rossa, una delle poche regioni che non si è vista riconoscere un momento evolutivo in senso favorevole e questo, fino al 3 dicembre, nella speranza poi che ci sia un miracolo, soprattutto per gli operatori commerciali, economici che corrono il rischio di veder distrutti i sacrifici di una vita. Dovremmo recuperare un po’ di serietà che ci deve determinare in un senso delle istituzioni e non sentirsi offesi quando viene fatta una domanda e non fare le difese quasi dovute. Bisogna rimboccarsi le maniche e dire di cosa si ha bisogno. Attualmente sono venuto conoscenza del fatto che il direttore generale della Asl Salerno, il dottor Mario Iervolino (a cui vanno i miei auguri di pronta guarigione) è in convalescenza ed in questi casi secondo la legge, in caso di assenza o impedimento del dg, come nella fattispecie, le funzioni sono assunte dal direttore amministrativo o dal direttore sanitario delegato dal dg, in assenza di delega, il ruolo dovrebbe essere ricoperto dal più anziano dei due. Nel nostro caso è stato nominato, non so sulla base di quale elemento giuridico, proprio l’attuale direttore dell’ospedale Ruggi il dottor D’Amato che mi ha attaccato. Così si è determinata un’incompatibilità, un conflitto di interessi, atteso che le due aziende, Asl e Azienda Ospedaliera hanno un regime privatistico e comprano prestazioni fra di loro. Allora senza polemica, con grande senso delle istituzioni, torniamo seri. Al direttore generale, il dottor Vincenzo D’Amato chiedo sulla base di questi elementi, delle mancate risposte, della incompatibilità se non sia arrivato il tempo di rassegnare le proprie dimissioni.
Io mi candido e non devo chiedere il permesso a nessuno e lo faccio con un percorso civico che vuole abbracciare tutti coloro i quali sono interessati a produrre un’idea alternativa ad un sistema sempre più presente. Mi candido da salernitano per i salernitani e non devo chiedere il permesso a nessuno io”.
Amministrative 2021, questa mattina (ieri per chi legge ndr) il Movimento 5 Stelle ha presentato la sua candidatura con 4 liste civiche. Crede siano avversari da temere?
“Io ho grande rispetto per tutte le proposte politiche, non mi pongo in una condizione di criticità. Sono delle opzioni e in un Paese democratico come il nostro sono una risorsa. Credo che il grande progetto debba essere quello di fare uno sforzo, mettendo da parte interessi particolari per creare un’aggregazione vasta. Non faccio politica da oltre 10 anni ma qualcuno vuole speculare sulla mia storia passata, ribadendo che sono di destra; voglio chiarire: non rinnego la mia storia, rivendico il mio passato ma sono in campo non per rappresentare una parte politica ma tutti i cittadini e in questo progetto ambizioso non ci deve essere lo steccato ideologico che ci divide ma un collante, quello di liberare questa città. Allora, ben vengano queste esperienze dalla sinistra alla destra, passando per la destra e movimenti civici come il mio ma ben venga una proposta di unità e un’idea unica, alternativa a quello che c‘è perché non ci convince, non ci soddisfa”.
Se il centro destra rinunciasse ai simboli di partito accetterebbe l’ipotesi di una sua candidatura a sindaco?
“Sarebbe un atto di arroganza indicare la strada ad una coalizione, come quella di centro destra, fatta di uomini e donne che hanno una grande capacità e hanno determinato la storia del nostro Paese e della nostra comunità. Io ritengo che la domanda sia un po’ diversa da quella che io penso: credo che il centro destra, il centro sinistra, i civici, il centro si devono veder rappresentati sotto un progetto comune. Quando parlo di laboratorio politico intendo questo: su quel progetto bisogna lavorare e sarei lieto di raccogliere energie, da sinistra a destra e credo che la correttezza sia rispettare le esigenze dei politici. Chi sono io per dire ad un partito cosa dovrebbe fare? Ci si deve confrontare sulle idee e mi rendo conto che è la novità che non convince ma io voglio liberare la mia città; sono sceso in campo senza interessi, non voglio un euro. Sarebbe un grande onore rappresentare i salernitani ma lo voglio fare perché ci credo. Vorrei una città libera, non a caso ho detto Rinascita perché vorrei che questa città si possa proporre come la novità, dove il cittadino si senta coinvolto nelle scelte. Non deve esserci un uomo solo al comando e rispetto a questo ben venga il contributo di tutte le forze in campo. Io non ho presentato il programma perché sono in attesa di idee. Nel dopoguerra si misero insieme forze con una connotazione diversa e perché non si dovrebbe fare lo stesso ora? È un momento di svolta epocale, bisogna abbandonare il sistema e puntare su nuove idee, nuovi progetti. È un’idea comune a tutti”.
Ci sono già i primi nomi dei suoi candidati?
“Nei prossimi giorni inizierò a presentare persone che io ritengo elementi di grande qualità per la nostra comunità e che daranno contezza della bontà del nostro progetto. Persone qualitativamente importanti e che per troppi anni si erano relegati in silenzio e si erano dedicate soltanto a sé stesse. Io non so come andrà a finire questa campagna elettorale ma le dico una cosa: questa volta ci sarà un’alternativa seria in città e vorrei chiarire che non faccio passi indietro.
Porterò avanti questo progetto fino alla fine perché, al di là del risultato, so che avrò fatto una cosa: si aprirà una breccia di libertà rispetto a questo sistema”.

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