L’Asl taglia il 10% dell’orario di lavoro e delle risorse: impresa di pulizia in stato d’agitazione

Scritto da , 12 Marzo 2013
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Una riduzione del 10% delle risorse corrisposte e, conseguentemente, delle prestazioni lavorative e degli emolumenti. I dipendenti della ditta Gesap di Napoli sono in stato d’agitazione. L’impresa partenopea, infatti, si occupa dei servizi di pulizia in alcune delle strutture afferenti all’ex Asl Salerno 2. In base alla delibera 220 del 26 febbraio 2013, firmata dai direttori generale, sanitario e amministrativo dell’Azienda sanitaria locale Antonio Squillante, Federico Pagano e Annamaria Farano, su proposta del dirigente Vanessa Mazziotti, nel corso di quest’anno, sulla scorta di quelli che sono i provvedimenti di Spending review messi in piedi dall’attuale amministrazione dell’Asl, è prevista una riduzione del 10% delle prestazioni relative ai servizi di pulizia nelle strutture, per un importo pari a 326 mila 446 euro. Una riduzione che sarà applicata in una serie di macrocentri (come ad esempio i presidi ospedalieri di Battipaglia ed Eboli, i distretti 64 – 65 – 66 – 67 – 68, il dipartimento di Salute mentale, quello di prevenzione, i servizi centrali e il dipartimento 63 Cava de’ Tirreni) seguendo indicazioni dei direttori dei distretti ed alcuni criteri, come l’incidenza del provvedimento su spazi dedicati ad attività non sanitarie e spazi esterni; la rimodulazione della frequenza degli interventi incidendo su spazi poco frequentati e l’accorpamento delle attività per ridurre gli spazi d’utilizzo.
Una decisione che proprio non è andata giù ai lavoratori e ai rappresentanti sindacali di Filcams Cgi, Fisascat Cisl e Uiltrasporti, che hanno indetto lo stato d’agitazione del personale interessato dal provvedimento aziendale. Un primo incontro con la Gesap per discutere della questione ha avuto luogo venerdì: una riunione nella quale, le organizzazioni sindacali avevano richiesto di attendere l’esito dell’incontro di mercoledì con i vertici Asl prima di predisporre l’effettiva applicazione del taglio dell’orario di lavoro, ma «l’azienda – si legge in una nota delle tre sigle – ha deciso di procedere in maniera del tutto unilaterale. a preoccupazione, dunque, è che siano ancora una volta le lavoratrici e i lavoratori che si occupano di una delle fasi più delicate dell’intera filiera della sanità, ossia della sanificazione degli ambienti, a subire queste scelte che si prefiggono di attuare dei semplici risparmi economici, senza badare agli effetti che queste decisioni possano comportare per gli operai né a quanto questi tagli possano incidere sul funzionamento dell’intero comparto, rischiando di comprometterne la salubrità per le conseguenti carenze igienico sanitarie».

 

12 marzo 2013

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