Largo XXV aprile, Angelo Orientale risponde al senatore Antonio Iannone

Scritto da , 18 Gennaio 2022
image_pdfimage_print

di Monica De Santis

Si parla ancora di toponomastica, si parla ancora di intitolare piazze, monumenti, strade a personalità che hanno dato lustro a sSalerno o ad episodi che di fatto raccontano la storia della nostra Nazione. Dopo l’appello di ieri del presidente dell’associazione “Salernitani Doc” che ha chiesto l’istituzione di una commissione di toponomastica in seno all’amministrazione comunale di Salerno, torna sull’argomento anche Angelo Orientale presidente dell’associazione Memoria in Movimento, che da tempo chiede l’intitolazione di uno spazio della città al XXV Aprile. Orientale nel ribadire fermamente la sua richiesta, coglie anche l’occasione per rispondere al senatore Iannone e attraverso una nota spiega che… “Lungi da me la volontà di essere deliberatamente un provocatore ma non posso che concordare con il senatore Iannone, per il significato implicito che hanno le sue parole, quando dichiara (cito testualmente) «È assolutamente infelice pensare di intitolare ai martiri del 25 aprile un luogo di Salerno dove il 7 Luglio 1972 fu ammazzato il militante di destra Carlo Falvella per mano dell’anarchico Marini. O non si conosce la storia di Salerno o si vuole essere deliberatamente provocatori» Implicitamente sta affermando che: Chiunque era un militante del Msi e poi delle sue “evoluzioni” successive non si riconosce nei valori della Liberazione dal nazi-fascismo; Sicuramente alcuni fanno finta di non conoscere la storia, tantissimi, soprattutto i giovani, non la conoscono. I primi si “attaccano” alla storia giudiziaria che non sempre coincide con la storia vera e propria. Gli altri invece non conoscono il contesto storico dell’epoca, le stragi fasciste coperte dallo stato continuate anche dopo il 1972, le aggressioni che subivano i militanti della sinistra, e Salerno non era una eccezione anzi. – prosegue ancora Orientale – A quest’ultimi e allo stesso senatore Iannone vogliamo dedicare virtualmente un libro (introvabile oggi) che si intitola Il caso Marini” edito nel 1974 da Bertani Editori e scritto collettivamente da diversi soggetti tra cui “Soccorso Rosso”, La Comune di Franca Rame e Dario Fo e tanti altri. Quel libro, epurato dal linguaggio dell’epoca, prova a sintetizzare, tra le varie cose, anche e soprattutto il clima e il contesto storico dell’epoca che ha avvolto come una pesantissima cappa l’intero nostro paese. Quindi se il senatore vuole dare “una rinfrescata” di quel periodo storico può tranquillamente leggerlo, volendo lo può anche scaricarlo e salvarlo sul suo pc, seguendo questo link del nostro sito storico https://www.memoriainmovimento.org/biblioteca/content/il-caso-marini e lo troverà, interamente scansionato, tra gli allegati. – afferma ancora Orientale – Già immagino l’eventuale “contro replica” del senatore (se ci sarà ovviamente). Lo anticipo. Qua non è in discussione la sacralità della vita. Semplicemente si vuole rimarcare la necessità di calare nel contesto storico dell’epoca quando si ricordano alcuni passaggi storici e avvengono i fatti citati. Quel libro, a mio giudizio, descrive bene quel contesto storico.

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->