Landolfi chiede la direzione regionale, ma Amendola lo snobba

Scritto da , 18 Gennaio 2013
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Il dossier sulle candidature pulite del Pd verrà ufficializzato soltanto oggi. La sorte di Nicola Caputo, consigliere regionale finito sotto inchiesta e candidato al numero 4 nella circoscrizione Campania 2 del Partito democratico, si conoscerà in giornata. Ma al di là del caso Caputo, qui a Salerno si continuano a sollevare dubbi sulla composizione delle liste. Nicola Landolfi avrebbe chiesto addirittura la convocazione di un’assemblea regionale. Fondamentalmente al centro ci sarebbero le candidature di Letta (capolista di Campania 2) e di Vaccaro (deputato uscente candidato in Campania 1). Ma a quanto pare il segretario regionale Enzo Amendola, tra l’altro numero 2 della lista non avrebbe, al momento, dato nessuna risposta. Tra l’altro alle presentazione delle liste ufficiali ormai mancherebbero davvero poche ore. Ma la protesta è forte. E sulla vicenda interviene anche il consigliere regionale del Pd, Gianfranco Valiante: «Sento l’urgenza ed il dovere di ribadire la mia contrarietà al metodo ed al merito seguito dalla Direzione Nazionale del Pd nella composizione delle liste del partito in Campania e la mia preoccupazione per l’esito elettorale nella nostra Regione – dice – Nel metodo censuro la sottovalutazione della straordinaria partecipazione popolare alle primarie parlamentarie del partito, che delude gli oltre centomila partecipanti, per via della collocazione di personalità scelte dagli elettori in posizione subordinata a ben undici paracadutati da Roma, privi di alcun legame con il territorio. Una scelta che rischia di diventare autolesionistica laddove, entrando nel merito delle scelte operate, si è preferito far premio all’immagine o all’appartenenza correntizia, piuttosto che al radicamento territoriale dei candidati. Ciò in una regione come la Campania, in cui notoriamente il voto di opinione è meno incisivo rispetto ad altre regioni italiane. E’ appena il caso di aggiungere che viceversa la destra, incoraggiata dalla palese debolezza delle liste Pd, ha messo in campo liste di politici forti proprio nel voto organizzato. Lancio l’allarme – conclude Valiante – nella speranza e nella convinzione che nelle prossime ore si voglia porre rimedio, quanto meno parzialmente, all’errore, emendando le liste con l’inserimento di personalità espressione diretta della società campana e competitive sul piano elettorale».
Ma più che la composizione delle liste, il Pd salernitano, ormai certo dei pochi margini di manovra, sente l’esclusione dai tavoli regionali e nazionali. Insomma quel che doveva essere il trampolino di lancio per la conquista della ledership regionale, rischia, come un boomerang di mostrare le criticità di un sistema che fondamentalmente tiene fuori Salerno e la sua provincia. Nonostante la forte presenza del sindaco Vincenzo De Luca, la cui azione politica è ancora troppo ristretta nei confini provinciali.
Ormai manca poco, le parlamentarie del Pd sono servite a ben poco e l’unica cosa che potrebbe variare, oltre alla candidatura o meno di Caputo è il posizionamento dei socialisti (ma si parla del solo Marco Di Lello) che alla Camera dovranno trovare posto sicuro nelle liste del Partito democratico.

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