L’ambulatorio sociale per i meno abbienti, la proposta al sindaco

Scritto da , 18 aprile 2018
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Brigida Vicinanza

Un ambulatorio “sociale” al servizio dei cittadini e di quei salernitani che non possono permettersi il pagamento del ticket. E’ ques a l’iniziativa promossa dai consiglieri Paky Memoli e Giuseppe Ventura che da tempo hanno già avviato la costituzione di un gruppo di medici ed infermieri con diverse specializzazioni che potrebbero rendere il servizio per i meno abbienti, una bellissima realtà.E ieri l’annuncio da parte della Memoli proprio durante il consiglio comunale: «Un ambulatorio sociale a servizio di quei cittadini che non rientrano nelle esenzioni sia per reddito che per patologie ma che comunque non possono permettersi delle visite specifiche – ha sottolineato il consigliere di Campania Libera – bisogna dare una risposta a questo territorio, per una crescita di quest’ultimo e per offrire alle persone uno spazio per capire e risolvere i propri problemi sanitari. Molti cittadini non riescono a fare le prestazioni mediche perchè non possono pagare il ticket. Io vivo questi problemi e so che significa, molti dicono che conservano la tessera sanitaria solo per abitudine e molti hanno addirittura rinunciato a curarsi». Un luogo fisico per poter far nascere l’ambulatorio alla portata di tutti in teoria già ci sarebbe, come dichiarato dalla stessa Paky Memoli che si rivolge al sindaco per aprire uno spiraglio e far sì che la struttura nasca davvero. «Io e Peppe Ventura abbiamo individuato in alcuni locali a Torrione in via Guarna gli spazi, che però sono di proprietà dell’istituto delle case popolari, ma comunque una struttura di fatto abbandonata. Dunque il sindaco e il Comune potrebbe dialogare con l’ente al fine di avere questa struttura per la realizzazione dell’ambulatorio. Sono certa – ha poi concluso Paky Memoli – che il sindaco non lascerà inascoltata questa richiesta e soprattutto venga accolta nel migliore dei modi e in maniera rapida, al fine di tutelare tutti i salernitani e soprattutto questo territorio». Dunque, si attendono adesso i passi del primo cittadino, per un diritto fondamentale che è quello della salute.

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