L’altra faccia di Salerno: Matierno, bomba ecologica

Scritto da , 27 Marzo 2013
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Siamo a quattro chilometri dal centro cittadino ma al confronto una discarica parrebbe un hotel a 5 stelle. E’ Matierno, frazione di Salerno, ossia parte di quella città europea sbandierata dal sindaco Vincenzo De Luca. Siamo ad un passo dal Crescent, da Piazza della Libertà, dai progetti griffati, dagli investimenti che quotidianamente vengono annunciati. Ma a fotografare Matierno viene la pelle d’oca: anche nel senso letterale della parola. Il tutto si potrebbe sintetizzare con un’unica parola: vergogna. Un lungo in cui non si conosce il confine tra la realtà e la finzione.
Eppure, in quel che un tempo erano le frazioni rosse (ossia fortino elettorale della stessa sinistra di Vincenzo De Luca) ad oggi sono completamente abbandonate dall’amministrazione comunale. Eppure, il comitato “Asd Nuova Matierno” non sembra chieda la luna e neppure grandi opere.
Basti pensare, attualizzando il disagio, che al momento, la strada che dovrebbe ospitare la via Crucis di venerdì santo (ossia nel tratto che da Matierno va a Cappelle) è completamente invasa da rifiuti di ogni tipo, gettati anche nel torrente che attraversa via San Luca.
Ma è solo l’ultimo dei disagi che il comitato avrebbe sottoposto all’attenzione dell’assessore comunale all’ambiente Gerardo Calabrese, investito già più volte del problema ambientale Matierno.
Ma dal Palazzo – fino ad ora – nessuna notizia. L’ultimo incontro tra i cittadini e gli assessori comunali Picarone e De Maio c’è stato lunedì ma i residenti vorrebbero parlare direttamente con Vincenzo De Luca. «L’abbiamo visto solo all’inaugurazione della rotatoria di Cappelle (ma manca la strada) e all’apertura del laboratorio di falegnameria. Abbiamo sentito solo belle parole – dicono – ma mai un confronto, seppur richiesto con insistenza, con noi». Ora il comitato, con i suoi referenti Enrico Cipriani ed Andrea Minella, ha convocato una assemblea pubblica per il 4 aprile. In quella sede si deciderà cosa fare.
Una situazione insostenibile, altro che terzo Mondo – dicono. «I fondi del contratto di quartiere non sono mai giunti, se non per la ristrutturazione di alcuni tetti degli alloggi della parte superiore della frazione, dimenticandosi tra l’altro gli altri, dove si vive tra le bacinelle per raccogliere l’acqua che perde dalle coperture», raccontano i cittadini arrabbiati.
Il contratto di quartiere, infatti, prevedeva un finanziamento di 10 milioni di euro da parte dei ministeri dei trasporti e delle infrastrutture ed un compartecipazione da parte del Comune di Salerno per la riqualificazione delle frazioni salernitane. Ma a quanto pare, gli unici interventi che sarebbero stati messi in atto, solo le nuove coperture di alcuni alloggi e la rotatoria di Cappelle. Per il resto, dicono dal comitato, «gli assessori che abbiamo incontrato ci hanno assicurato che faranno un punto della situazione tra gli uffici per capire la disponibilità economica».
Oltre ad un campetto di calcio, di nuovo non c’è nulla. C’è una mega struttura costruita al di sotto di un parcheggio. Ma da anni c’è solo lo scheletro semplicemente riempito di rifiuti mentre lì erano previsti un centro polifunzionale e una sala teatro.
Anche la palestra adiacente alla scuola elementare è inutilizzata da quando sono stati rubati i fili di rame che hanno messo ko l’impianto di illuminazione e di riscaldamento. Anche il vicino plesso “San Tommaso d’Aquino” (seppur all’esterno) appare abbastanza trascurato, nonostante – dicono – «Il preside (Alessandro Turchi, ndr) sostenga che tutto va bene. Abbiamo chiesto una copertura per non far bagnare quando piove i nostri bambini, ma è rimasta lettera morta. Così come la maggiore pulizia nei pressi della scuola».
Ma il peggio deve ancora venire. Lì vicino c’è la vera bomba ecologica della frazione. Quel che rimane di un prefabbricato completamente distrutto dalle fiamme lo scorso agosto. Un’area trasformata in sversatoio che mostra la peggior immagine di un territorio. «Prefabbricati abbandonati – descrivono – e interi viali invasi da ogni genere di rifiuto. Il tutto senza che l’area sia adeguatamente recintata. Insomma ci può entrare chiunque e può farci di tutto. Utilizzarla come vera e propria discarica».
Chissà se a qualcuno sorgerà il dubbio che la città di Salerno non è racchiusa nel perimetro tra il Teatro Verdi e Piazza della Concordia.

 

27 marzo 2013

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