La visione dell’universo femminile di Edoardo Sanguineti

Scritto da , 19 Maggio 2020
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Per il poeta la pancia di donna è emblematica : è come una culla che accoglierà il nascituro e ci fa pensare alla Magna mater mediterranea

 

La donna non è cielo, è terra 

carne di terra che non vuole guerra.”  (dalla Ballata delle donne) 

Nella “Ballata delle donne” Edoardo Sanguineti riesce a comunicare in modo molto diretto una visione dell’universo femminile che rende pieno onore al ruolo e alla calda umanità che le donne sanno trasmettere come un dono proprio della loro natura. Ecco, allora, affiorare le immagini di madri, ragazze, mogli, figlie e nuore. Tra loro, emergono due figure di donne combattenti: una partigiana che è stata ferita e un’altra che è caduta. Due protagoniste di azioni di guerra che, con il loro sacrificio, ancora dopo tanti anni, trasmettono al poeta pensieri di pace: perché è per conquistare la pace che hanno combattuto. Il poeta ha così bene espresso il concetto del risvegliarsi del culto romano per la Grande Madre, raffigurata nelle statuette votive come una donna gravida dal ventre gonfio. Per il poeta la pancia di donna è emblematica : è come una culla che accoglierà il nascituro. Quando la vita volgerà alla fine, la cassa che accoglierà le nostre spoglie sarà anch’essa come una pancia. Il poeta, anziché idealizzare la donna, come ha fatto tanta letteratura, a partire dalla “donna angelicata”, ci riporta alla realtà.Con le sue parole Sanguineti onora le magnifiche compagne con cui percorrere insieme il cammino dell’esistenza. La società di oggi è aperta alle donne. Oggi la condizione della donna è nettamente migliorata rispetto al passato, ma bisogna ricordare due cose. La prima è che questo discorso vale per lo più essenzialmente per i paesi occidentalizzati, perché in alcune culture la condizione delle donne è ancora “molto indietro”. In seconda istanza, non dimentichiamo che, sebbene le donne abbiano compiuto una vera e propria scalata verso l’emancipazione, ancora oggi  molte sono vittime di compagni e  mariti violenti,  mentre altre vivono situazioni sessiste e discriminanti sui luoghi di lavoro. La lotta per la normalità ancora non è finita.

Mariafrancesca Nappo IV A Linguistico Liceo Caccioppoli Scafati

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