La scuola vieta la visita al Senato ad un’alunna

Scritto da , 11 Marzo 2013
image_pdfimage_print

Nella scuola di oggi accade anche che ad una ragazzina, molto diligente nel profitto scolastico, viene impedita la visita a Palazzo Madama per una supposta deficienza nel comportamento. L‘increscioso episodio si è verificato nella scuola secondaria di 1° grado “Posidonia-Lanzalone”, una delle storiche “scuole medie” della nostra Città. Nel mese di novembre scorso le classi terze vanno in gita scolastica a Roma per la visita ad uno dei palazzi istituzionali più imponenti dove ha sede il Senato della Repubblica. Stranamente, molto stranamente, ad una delle giovani studentesse viene notificato il provvedimento di esclusione dalla gita per presunto “deficit comportamentale”, ovvero secondo gli organizzatori della gita la ragazzina, G.C., non si trovava nelle condizioni previste dal Regolamento d’Istituto e dalla riunione collegiale dei docenti del 6 novembre 2012. Le condizioni previste dovevano privilegiare soltanto “gli alunni che hanno conseguito la valutazione nel comportamento di 10/10 e 9/10”. Già di per se la condizione del regolamento appare alquanto fuori logica per non dire allucinante; in una scuola pubblica e per di più in un ciclo scolastico obbligatorio è assurdo che la scuola, invece di educare e di aggregare, diventi una intransigente e deprecabile selezionatrice di buoni e cattivi. Incredibile. Oltretutto il provvedimento contro G.C., al di là di regolamenti ed orpelli vari, appare irrazionale e chiaramente lesiva del suo diritto di conoscenza e di esperienza, fuori da ogni logica pedagogica e civica; la visita a Palazzo Madama poteva e doveva essere un momento di serenità anche per il futuro relazionale dell’alunna e/o della cittadina nell’interazione con gli altri, a maggior ragione se l’alunna avesse avuto bisogno di un aiuto istituzionale sul piano caratteriale. Ma in seguito vedremo che così non è. Intanto la ragazzina, in lacrime, comunica al padre (S.C.) la grave decisione dell’istituto “Lanzalone-Posidonia”. Il genitore prende carta e penna e scrive innanzitutto al dirigente scolastico, il professor Maurizio De Gemmis che risponde in maniera soltanto istituzionale trincerandosi dietro il freddo e ingiusto regolamento. Non contento il padre della ragazzina scrive nuovamente al dirigente scolastico ed anche al Dirigente Provinciale per manifestare tutto il suo dissenso verso una decisione palesemente assurda ed ingiusta. Nelle more di questa corrispondenza la gita a Roma viene effettuata e la ragazzina rimane a casa. Da buon padre, S.C., qualche giorno dopo si reca  a Roma con la famiglia e riesce ad ottenere un permesso speciale per consentire alla figlia la visita dello storico Palazzo Madama. Ma le sorprese, ovviamente, non finiscono qui. Arriva il responso del primo quadrimestre e, sorpresa delle sorprese, viene consegnato alla diligentissima alunna un giudizio esemplare: Italiano-8, Inglese-8, Francese-8, Storia-9, matematica-8, Scienze-8, Tecnologia-8, Musica-8, Arte-9 e, udite udite, Comportamento-9. In parole povere l’Istituto Scolastico nel novembre scorso avrebbe adottato un provvedimento di “esclusione preventiva” in una sorta di “minority-report” , un film del 2002 diretto da Steven Spielberg, in cui si ipotizza un’accusa preventiva a carico di una persona sulla base di un presupposto scientifico che analizza le intenzioni del soggetto prima ancora che compia una qualsiasi azione. Davvero allucinante ma quello era un film. Cosa dire in conclusione: se l’Istituto “Lanzalone-Posidonia” avesse atteso qualche settimana prima di eclatare una ingiusta e deprecabile decisione, avrebbe appreso che l’alunna G.C. aveva ottenuto un bel 9 in comportamento e sarebbe tranquillamente rientrata nei parametri incautamente previsti ed approvati finanche dalla rappresentanza dei genitori. Ma si sa, spesso questi ultimi, rappresentano probabilmente soltanto gli interessi diretti dei propri figli. 

 

11 marzo 2013

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->