La Rada si aggiudica l’appalto

Scritto da , 28 novembre 2017
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Andrea Pellegrino

Sarà ascoltato questa mattina – dai pm titolari dell’inchiesta – Giuseppe Cavaliere, direttore del Consorzio “La Rada”, finito ai domiciliari insieme a Biagio Napolano, componente dello stesso consorzio salernitano. Cavaliere, assistito dall’avvocato Paolo Carbone, sarà presente stamattina, alle 12,00, alla Procura di Santa Maria Capua Vetere per l’interrogatorio di garanzia. Cavaliere, a quanto pare, è il fulcro dell’inchiesta che ha portato in manette anche l’ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere. Al centro alcuni appalti, i rapporti con i politici ed un servizio di “Ludobus” aggiudicato proprio a “La Rada” ma mai realizzato, secondo quanto si legge dall’ordinanza del Gip. E sempre la Rada, finita anche al centro di polemiche politiche, ieri si è aggiudicata l’appalto per l’affidamento della gestione integrata degli asili nido comunali per tre anni a Salerno città. In una movimentata seduta di gara, presieduta da Alberto Di Lorenzo, il consorzio (presente con la rappresentante Elena Silvestri) ha avuto la meglio su “Nasce un sorriso” di Potenza. Sulla gara c’è la richiesta di accesso agli atti del rappresentante del consorzio lucano, Nicola Becce, che aveva chiesto anche chiarimenti rispetto all’inchiesta e al coinvolgimento de “La Rada”. «Presenteremo ricorso – dice Becce – ci sono ventidue punti di differenza (mai capitato, dice) sull’offerta tecnica. Questi sono punteggi che attribuisce la commissione. Noi chiediamo trasparenza, anche alla luce di ciò che leggiamo sulla stampa». Richiesta che nelle ultime ore era stata avanzata anche dal consigliere comunale di Forza Italia Roberto Celano che ha chiesto anche la convocazione di una seduta della commissione trasparenza. Ancora, giungono da più parti le richieste di chiarimento sugli appalti vinti dal consorzio “La Rada” a Salerno città ed in provincia. Anche la Cgil chiede un approfondimento: «L’eventuale utilizzo fraudolento di fondi pubblici, se confermato dalla Magistratura, sarebbe un fatto gravissimo – spiega Arturo Sessa – Le politiche sociali, il terzo settore e soprattutto l’utenza, fatta di persone in carne ed ossa bisognose di assistenza, ne uscirebbero pesantemente umiliate e danneggiate. I fondi, che hanno già subito negli ultimi anni ingenti tagli, devono essere utilizzati al meglio. Bisogna individuare le buone pratiche, quelle solide, in grado di moltiplicare e non di distrarre le risorse pubbliche e di conseguenza scartare i progetti scadenti, inutili, utilizzati al solo scopo di asservire logiche clientelari e per avvantaggiare il sistema politico compiacente. E’ utile e necessario fare chiarezza anche per difendere la storia di quel terzo settore, fatto di Cooperative e di imprenditori che da anni svolgono seriamente il loro lavoro e che hanno saputo costruire realtà solide e sane, al solo scopo di erogare servizi di qualità alla comunità. Sarà indispensabile, già dalle prossime fasi di concertazione territoriale in sede di convocazione da parte dei Piani di Zona, lavorare in una logica di sistema con tutti gli attori coinvolti, dalle istituzioni, al terzo settore alle organizzazioni sindacali. L’obiettivo non deve essere quello di assegnare i fondi a questa o quella cooperativa, ma individuare i progetti migliori che rispondano ai reali bisogni dei cittadini e nel modo migliore possibile. La Cgil di Salerno – prosegue Sessa – nel rispetto delle indagini della Magistratura chiede che si verifichi la possibilità e l’opportunità di escludere tale Consorzio dalle gare in essere, salvaguardando i livelli occupazionali al fine di tutelare utenza e servizi, esaminando con attenzione la corretta e concreta attuazione dei servizi diretti e indiretti già affidati in precedenza»

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