La proposta di Cronache: intitolare il campo di Marina a Giovanni D’Acunto

Scritto da , 11 novembre 2018
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di Red.Cro.

Ritorna l’entusiamo intorno al nome del Vietri Raito, è bastata una semplice chat per far ritrovare i vecchi protagonisti, oggi con qualche anno e chilo in più. Salvo qualche eccezione. E così dopo la prima partita di domenica scorsa oggi c’è il bis a Marina, con la presenza di due pezzi forti. Galderisi e Della Monica che caratterizzarono una delle stagioni più felici del Vietri Raito. Il tutto sotto l’occhio vigile, come una volta, di Gigino Pellegrino, sempre orgoglioso di vedere i suoi ragazzi dopo tanti anni. E sempre prodigo di aneddoti, raccontati alla sua maniera. Si spera di rivedere questa mattina anche Enzo Campione, assente giustificato la volta scorsa mentre non farà mancare i suoi messaggi di incoraggiamento Felice Moscariello. Insomma c’è un clima ideale. E quindi è l’occasione giusta per lanciare una proposta all’amministrazione comunale che ci auguriamo possa essere raccolta e che di sicuro troverà l’appoggio di tutti gli ex calciatori del Vietri Raito. L’idea è quella di intitolare il civettuolo campo di Marina a Giovanni D’Acunto, per tutti ‘o sovietico, quando essere comunista significava qualcosa. Il soprannome “Il sovietico” glielo dedicò don Cecconi, salesiano dell’Oratorio di Vietri sul Mare. In tasca Giovanni D’Acunto ha sempre avuto la tessera del Partito comunista italiano ma accanto c’è sempre stata l’immagine di papa Giovanni. Perchè questa iniziativa? ‘O sovietico, con la collaborazione di tutti, fu l’anima di quel Vietri Raito, nato dalle ceneri della Jugend. Quando i mezzi erano pochi e l’entusiasmo tantissimo. L’uomo di comando, delle relazioni con i club più importanti, l’uomo del raccordo con Campione e Moscariello, con il tecnico anche lui indimenticabile don Nicola Gregorio. Il dirigente che fece volare il Vietri Raito, una volta smessi i panni di assistente allo studio medico Curcio che ovviamente aveva trasformato in una sede distaccata della società. Dove era sempre possibile incontrarlo per risolvere qualsiasi problema. Che pure non mancavano nonostante la forza della società, con i suoi tre presidenti. E naturalmente era il padre putativo dei suoi ragazzi, perchè il Vietri Raito non era una scuola calcio ma un vero e proprio settore giovanile dove si giocava per qualità tecniche e morali e non per altro. Portò così in alto il nome e la potenza della società che un anno, l’intero settore giovanile della Salernitana traslocò, alla guida del professor Severino e di Gennaro De Risi, alla corte della società vietrese che fini di arricchirsi di altri talenti che fecero parlare di loro. Tanta roba ma per in destino cinico e baro questo suo impegno è stato rimosso proprio dalla comunità cui teneva molto e non solo per motivi politici. Insomma il suo nome e il suo operato è finito nel dimenticatoio. Ora è giunto il momento, considerato anche queto ritorno dei suoi ragazzi di mettere le cose a posto. Intitolargli il campo è il minimo che l’amministrazione comunale possa fare, per riparare ad un errore storico che si è consumato nel tempo. Ora è giunto il tempo di riparare a quell’errore.

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