La New Space of Dance riparte da Palazzo Capograsso

Scritto da , 3 Ottobre 2021
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Francesco Boccia inaugura stasera alle ore 18,30 la nuova sede della sua scuola di danza che ospiterà anche uno studio di Pilates e discipline del benessere

 

di Olga Chieffi

Taglio del nastro, questa sera, alle ore 18,30, per la nuovissima sede della New Space of Dance di Francesco Boccia, che riparte nello storico complesso di Palazzo Capograsso, in via Mercanti 76. All’accensione delle luci che illumineranno l’arco, un performer e il lab music Visone, ci introdurranno nella scuola, che ospiterà anche uno studio di Pilates e discipline del benessere. La scelta del luogo non avviene mai per caso. Il Palazzo Capograsso, comprendeva come prima costruzione nota dell’area, una Chiesa, realizzata dalla nobile famiglia ancor prima dell’anno mille, e che prese nome di S. Matteo Piccolo de Orto Magno da oggi il palazzo, oltre che una sala cinematografica privata a livello terra con un ridotto numero di posti, ospiterà la scuola di Francesco Boccia. . A brevissimo partiranno i corsi di Predanza e Corsi propedeutici con Margherita Buonomo, i Corsi regolari con Giorgia De Martino, mentre riguardo il passo a due e repertorio il Maestro sarà Michele Storto. La sezione di Contemporaneo sarà curata da Alfonso Donnarumma, il Modern da Domenico Pisapia e l’Hip Hop si svolgerà sotto lo sguardo di Teresa Autuori. La sessione di Pilates invece sarà affidata a Katie Basile e Caterina Masturzo, mentre da febbraio gli allievi saranno seguiti da Antonio Staiano. Spazio, luogo, anzi tòpos, poiché nell’antico palazzo entrerà il teatro, la musica, un istante infinito, diverrà quel luogo-non luogo che è il palcoscenico. Un luogo che il Maitre Boccia conosce molto bene, poiché coloro i quali sono diventati i “padri” di Francesco Boccia hanno i nomi di Victor Litvinov, Robert North, Renato Greco e Roberto Salorni, maestri e studi che lo hanno portato a vivere lo spettacolo a tutto tondo, spaziando dal prestigioso Festival dell’Operetta di Trieste a prime serate Rai, con Fantastico Cinema, Serata D’Onore e Taormina Arte o Ricomincio da Due, in cui le scelte e la firma delle coreografie era quella di Gino Landi, sino al film Scugnizzi, firmato da Nanni Loy. Francesco Boccia apre la sua scuola agli inizi degli anni Novanta, trasformandola nell’attuale New Space of Dance nel 1995, aperta ad una continua e ferace collaborazione internazionale, a cominciare dalle grandissime amicizie, quali quelle con Sarah Taylor e Thierry Verger che dedicano di anno in anno coreografie a lui e ai suoi allievi, passando per Billy Goodson, Mauro Astolfi, Ranko Yokoyama, solo per citarne alcuni e lo abbiamo incontrato anche nel nostro massimo, in veste di ballerino e coreografo, al fianco di Renzo Giacchieri e Pier Paolo Pacini, impreziosendo diversi titoli, da Carmen a Francesca da Rimini. Esiste un legame stretto tra il pensiero filosofico dell’esistenza e della ragione umane e il sapere del progettare-costruire, entrambe hanno un comune, e fondamentale riferimento, lo spazio. Noi uomini della fine ereditiamo il concetto di spazio come extensio, con esso Cartesio pensava lo spazio quale pienezza e continuità della materia e quindi quale medium del movimento, del tendere avanti a sé, quale sinonimo dell’amplificazione. Stasera la New Space of Dance rinasce, con più grande consapevolezza, coraggio e forza d’amore, dal buio di questi due anni, con gli allievi, gli amici, il pubblico e Francesco Boccia che possiamo immaginare in ogni luogo, sacerdote dinamico di un tòpos, il dove, che, localizzando, determina una cosa come cosa-per-l’uomo, che diventa condizione dell’esistenza, punto di riferimento dell’esperienza, che consente la progettualità e l’attuazione, l’esistenza razionale, aprendo al teatro, alla storia, alle arti, alla danza, al benessere fisico e mentale, quindi assumendo la caratteristica comunicativa o sociale di “luogo familiare”, mentre la familiarità del luogo ha assunto il tratto di condizione necessaria di ogni progettualità, non solo civile. Ecco che oggi, la New Space of Dance potrà nuovamente considerarsi il segno, nel suo divenir parola, suono, che diventa di-segno, archè, principio in quanto da-dove della progettualità, essenziale punto di dipartimento di ogni pensiero che, per essere se stesso deve discernere, giudicare, orientarsi, criticare, continuando con Francesco Boccia a restituire qualcosa di una drammaturgia segreta, nella quale anno dopo anno, si annoderanno rapporti empatici, nascite, emozioni, che porteranno tutti noi a fare parte della scena della New Space of Dance.

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