La mescolanza dei linguaggi

Scritto da , 10 Luglio 2016
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Moltiplicata la proposta per l’eterogeneo pubblico dei Concerti d’Estate, dal jazz classico alla musica celtica, dalla tradizione popolare partenopea al latin

 Di OLGA CHIEFFI

Il jazz può definirsi una continua metamorfosi dell’immaginazione: riesce a riassumere la completezza di un trio e il fascino di una big band, ad innalzare un canto lirico e ad aprire le porte di un laboratorio armonico. La rassegna extra-colta di quest’anno è una ricerca sulle contaminazioni fra musica colta-contemporanea, il jazz d’ispirazione europea, il classico e l’improvvisazione totale. Una ricerca che si snoda sia sul piano tecnico sia in quello concettuale, che andrà a completare il ricco cartellone leggero con la tradizione celtica e quella popolare napoletana. A svelare l’altro volto dei Concerti d’Estate saranno i “Dirty Six” del sassofonista Daniele Scannapieco, il 12 luglio all’Area Archeologica di Fratte, un sestetto ad immagine del leader, dallo stile potente e precisissimo, che raggiunge picchi di limpida espressività su linee guida creative. in combinazione con il tecnicismo accademico, la velocità hard bop, la sensibilità classica e il colore mediterraneo e gioviale delle sue note. Si sentiva cantare, a Napoli, forse fino ad una cinquantina di anni fa, un po’ da per tutto, senza “chitarre e manduline” e senza alcun accompagnamento. Il canto non era una rappresentazione a beneficio di altri, si cantava per sé: per “sbariare”, per vivere un momento di pausa, per commuoversi o rallegrarsi. Da un balcone aperto o dalla strada veniva, ogni tanto, una canzone, un ritornello, una frase, voci di gente comune, voci isolate, voci di chi, forse, voleva inconsciamente placare una pena o ingentilire per un attimo il tran tran quotidiano. E come chi legge un libro interagisce con la pagina scritta, interpretando in maniera personale fatti e personaggi, così, chi canta, frugando soprattutto nella sua memoria, contribuisce un poco a ricreare quel canto. Il 14 luglio sempre nell’area archeologica di Fratte Concerto di Beneficenza per il restauro del Duomo di Salerno, con la fascinosa voce del suo stesso parroco, Don Michele Pecoraro, che si presenterà in quintetto per presentare lo spettacolo “Napule è’ ‘na canzona”. Le aree all’aperto sono adatte alla musica per fiati e il 19 luglio si potrà applaudire la Wind Band del nostro conservatorio, diretta dall’eclettica bacchetta di Vito Lamanna, una sferzata di energia per le orecchie e anche per gli occhi. Inizia il tour accompagnato dal suono delle tre arpe dell’ An Arperc in commistione con le percussioni, in scena il 20 luglio nell’incantevole anfiteatro sul mare di Cetara e il 1 agosto sul sagrato del Duomo di Cava de’ Tirreni, un viaggio alla scoperta (o riscoperta) di uno strumento, l’arpa, dal grande fascino e dalle grandi potenzialità tecniche ed espressive: uno strumento, purtroppo, spesso dimenticato dalle programmazioni concertistiche, almeno in Italia. Il 28 luglio si ritorna nell’area Archeologica di Fratte con la “Festa in casa De Moraes” “organizzata da Carlo Lomanto, che si presenterà in sestetto per intercalare la voce narrante Paolo Cresta ha proposto i classici della rivoluzione musicale brasiliana, in un magico equilibrio tra abbandono sensuale, riflessione e consapevolezza della fragilità di questo genere, avvolto da una serenità velata, da una saudade racchiudente la doppia matrice del fatalismo iberico e africano. Sabato 30 luglio sarà di scena il Folk dai tratti medievali di Marcelo Miranda e Fernanda Ferretti, il Duo Olam Ein Sof, che proporranno il loro ultimo progetto, Reino De Cramfer, una incisione che si snoda, con qualche digressione neofolk ed una puntatina su sonorità di stampo andino. Il 2 agosto ritornano i Musicastoria in “Spasiba”, concerto di solidarietà per donare strumenti e musica agli orfani dell’ istituto di Zhodino, in Bielorussia, mentre il 3 agosto Cava de’ Tirreni in piazza Duomo, accoglierà la Music Around The World del trio del fisarmonicista Francesco Citera, un viaggio che ci trasporterà in un velocissimo giro del mondo sulle ali delle diverse tradizioni musicali. Il 4 agosto gli spazi della villa Farina di Baronissi risuoneranno delle voci del coro jazz del Conservatorio di Musica “G.Martucci” di Salerno, preparato da Carlo Lomanto, con le cangianti percussioni di Paolo Cimmino e il tenorsax di Sandro Deidda, protagonisti di “World” in cui, il canto delle percussioni rappresenta l’estremo tentativo umano di catturare l’uniformità del tempo, nel suo scorrere ineluttabile e disperante, di piegarlo alla sua volontà creatrice, costringendolo in ritmi che esprimano le scansioni interiori della vita, per una musica delle azioni, espressa dalla voce umana. Gran finale il 5 agosto nell’ area archeologica di Fratte con l’arte del piano trio di Julian Oliver Mazzariello, capace di spaziare tra tutti gli aspetti di questa musica, da un avanzato cromatismo, all’esplorazione delle pieghe più liriche delle ballads, il tutto affrontato con uno spirito inflessibilmente progressista.

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