La Lenzi sfratta il boss Panella

Scritto da , 17 Settembre 2013
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di Marta Naddei

 

San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona… questo sconosciuto. Al catasto non si ha traccia dei padiglioni dell’Azienda ospedaliera universitaria di Salerno, né dei plessi aggregati e nemmeno di tutti i beni mobili ricevuti per donazione. Unica eccezione è rappresentata dalla Torre cardiologica. Lo scorso luglio, su indicazione del direttore generale Elvira Lenzi, è stata indetta la gara pubblica, poi aggiudicata, proprio per l’accatastamento del patrimonio immobile del Ruggi. Tra i vari beni rientrano anche numerose proprietà e terreni donati nel corso degli anni all’ospedale di Salerno: sia nel centro storico della città che in contrada Giovi che addirittura a Napoli. Ed è proprio nel cuore antico di Salerno che vi saranno i primi effetti della procedura di accatastamento dei beni del Ruggi. «Stiamo ridefinendo anche tutti i contratti di locazione – spiega il direttore generale Elvira Lenzi – Molti sono scaduti, molti sono contratti di favore. Con l’accatastamento rimetteremo un po’ di cose a posto, cominciando a curare anche i nostri beni». Domani mattina, infatti, il primo effetto che interesserà lo stabile di via Porta Rateprandi, interessato anche da una serie di crolli negli ultimi anni proprio a causa del mancato monitoraggio. In quel palazzo abita la famiglia Panella, il cui capostipite è il noto boss della vecchia camorra salernitana Amedeo, che sarà sfrattata con tanto di intervento dei vigili urbani, dei servizi sociali (ci sono anche alcuni minori nel nucleo familiare) e delle forze dell’ordine. Diversi i motivi alla base della decisione da parte della direzione aziendale del Ruggi di intervenire in primo luogo proprio in questa struttura. «Non pagano da parecchio – spiega la manager Lenzi – Si tratterebbe del secondo tentativo di sfratto, dopo un primo non andato a buon fine. Abbiamo ricevuto anche diverse richieste da parte dei loro vicini e dei residenti dei condomini della zona che ci hanno parlato di una famiglia non proprio tranquilla e che li fa temere per la propria incolumità. Mercoledì procederemo con lo sfratto esecutivo». Chissà come la prenderà la famiglia Panella che già una volta si è fermamente opposta al provvedimento.

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